Giaccherini, lo striscione ‘a posteriori’ e l’ipocrisia del pallone

Lo striscione incriminato (goal.com)

C’era da aspettarselo. Il gol di Muntari, icona delle recriminazioni del Milan per il campionato 2011/2012, passato dalle bacheche dei social network al telefonino di Galliani, è finito nuovamente nell’occhio del ciclone. Anzi, non propriamente nell’occhio.

È di poche ore fa, infatti, la foto che ritrae Emanuele Giaccherini che, durante i festeggiamenti per lo scudetto sul pullman scoperto della Juventus, raccoglie dalle mani di un tifoso uno striscione che sa di deja-vù: “Il gol di Muntari mettilo nel c…!”.

Inevitabile andare con la mente allo striscione mostrato da Ambrosini nel 2007, quando, dopo la vittoria in Champions League contro il Liverpool, il centrocampista rossonero invitò i cugini interisti a trovare una più adeguata collocazione per lo scudetto appena vinto.

Il giocatore e la società furono multati di 8mila euro, ma la storia non finì lì: due anni dopo Materazzi rispose, dopo il triplete made in Mourinho, sollevando uno striscione che, sulla falsariga di quello del milanista, ricordava che nel deretano interista c’era spazio per altri trionfi.

Domenica il remake bianconero, oggi le immagini: prime polemiche, richieste di multe e deferimenti. Siamo d’accordo, fu un po’ volgare il gesto di Ambrosini – all’epoca – nel riprendere in mondovisione ciò che un coro da stadio ribadiva a più riprese già da alcune settimane. Ma la multa di 8mila euro fu un modo patetico da parte della Commissione Arbitrale per lavarsene le mani. E quelle mani gocciolano ancora oggi.

Con tutto il rispetto parlando, non sono questi i problemi del mondo del calcio. Non è la goliardia di un coro da stadio che rimbalza in una giornata di festa, né una maschera di Berlusconi infilata a mò di scherno (sempre Materazzi nel 2009, ndr), né un festeggiamento smodato.

Le coreografie, gli sfottò, l’ironia anche sboccata sono da sempre stati un marchio di fabbrica del calcio e del tifo italiano. Scannerizzarli e soffiare sul fuoco vuol dire semplicemente infervorarsi per un bruscolino nell’occhio e distogliere l’attenzione della trave in pieno petto.

I problemi del calcio sono i giocatori strapagati che non rispettano l’autorità pagante o docente, presidente o allenatore (Ljajic docet) che esso sia. Sono le società che non riescono a garantire la sicurezza negli stadi, tenute per il collo da sparuti gruppi di facinorosi a cui viene concesso di bloccare le partite a piacimento come se fossero un decoder MySky e obbligare i giocatori a spogliarsi e rivestirsi in campo improvvisando umilianti gare di burlesque. Sono le televisioni che costruiscono calendari-tetris, ad uso e consumo dello spettatore pagante da poltrona e a discapito di quello da stadio, relegato sempre più solitario sulle tribune diroccate di fatiscenti cattedrali pallonare.

Magari qualcuno storcerà il naso, ma, in uno sport che ormai è più business che altro, lasciate almeno che sopravviva un po’ di sana, sboccata, politicamente scorretta ironia. Anche se a posteriori.

Francesco Guarino

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3 Risponde a Giaccherini, lo striscione ‘a posteriori’ e l’ipocrisia del pallone

  1. avatar
    Roberto 16/05/2012 a 23:50

    signor Guarino si può essere ironici senza essere offensivi. Se le venissero a dire, questo articolo se lo ficchi nel c… penso non ci sarebbe molta ironia.
    questo non c’entra niente con tutti i problemi che ha menzionato lei, perchè l’italia stessa è piena di problemi se vogliamo essere esaustivi.

    Rispondi
  2. avatar
    Francesco Guarino 17/05/2012 a 14:26

    Gentile Roberto,

    credo che un coro da stadio trasposto in uno striscione, anche se al limite del buon gusto, non sia il peggiore dei mali. Non parliamo certo delle frasi esecrabili lette quest’anno sull’Heysel o sul Sud, contro le quali i provvedimenti sono stati a dir poco inconsistenti.
    Le mie considerazioni sono ovviamente circoscritte all’ambito calcistico extra-terreno di gioco, all’interno del quale reputo molto più gravi i problemi da me citati che le discussioni attorno ad uno striscione goliardico in un giorno di festa. Molto meglio lavorare di scalpello sui problemi gravi che di cesello su quelli secondari, non crede?

    Cordiali saluti

    FG

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  3. avatar
    Claudio Giovannoni 18/05/2012 a 17:29

    Vero, i problemi del calcio sono molti, e di certo tra questi non metterei gli striscioni di sfottò.
    Ma, tra i problemi del calcio, sicuramente ci metto l’incertezza del risultato sportivo, troppo spesso influenzato da errori palesi al limite del grottesco.
    Non c’è alcuna volontà nel voler migliorare lo spettacolo calcio, cercando di farlo somigliare un pò di più al concetto di Sport.
    Lo sport vero, è metafora dei valori positivi della vita.
    Il calcio, troppo spesso, è cartina al tornasole dei difetti del paese. Quello che non paga le tasse è furbo e se ne vanta, quello che le paga, si vergogna ad ammetterlo perchè tutti gli danno del fesso.

    Giaccherini è solo l’Italiano medio. E come ogni buon Italiano, è più felice di non aver perso una partita rubando, che non di non aver perso tutte le altre meritatamente.

    Non lottiamo per punire Giaccherini o la Juve, lottiamo per migliorare il calcio e questo paese.

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