Ghiaie di Bonate, quando il nazismo controllava anche il Cielo

Correva l’anno 1944. Era il 13 maggio quando, nella provincia bergamasca, dilaniata dalla guerra, dalla  fame e dalla povertà, una bambina di sette anni rivelò qualcosa che le avrebbe cambiato la vita

di Vincenzo La Camera

Al centro la piccola Adelaide Roncalli; alla sua sinistra Don Luigi Cortesi

A Ghiaie, una minuscola frazione di Bonate, a dieci chilometri da Bergamo, la piccola Adelaide Roncalli, di famiglia contadina, si allontanò per un attimo dalla sua umile casa per andare a raccogliere dei fiori. Era di sabato e l’orologio segnava le sei della sera. Al suo ritorno, Adelaide scrisse sul suo diario di aver veduto una bella signora con un uomo e un bambino.

L’apparizione della Sacra Famiglia con la Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino, cambiò la vita di Adelaide e del piccolo centro di Ghiaie di Bonate.

La storia di questa presunta apparizione mariana è controversa. Sin da subito la Chiesa si mostrò scettica nei confronti del fenomeno. Ma dalla piccola frazione di Ghiaie l’eco del miracolo tardò a varcare i confini, giungendo anche all’estero.

La Madonna chiese ad Adelaide di ritornare altre volte sul luogo della prima apparizione sino al 31 maggio 1944, giorno in cui la piccola Roncalli raccontò di aver visto per l’ultima volta quella Signora che si rivolgeva a lei nel suo dialetto, quello bergamasco.

Intanto, a partire da quel primo sabato 13 maggio, migliaia di persone arrivarono a Ghiaie: fedeli, curiosi, soldati di ritorno dalle trincee, malati in cerca di una grazia.

Il 19 maggio si precipitò a Ghiaie don Luigi Cortesi, giovane sacerdote e professore al seminario di Bergamo che si mosse subito con piglio da inquisitore, pur senza mandato vescovile. Tuttavia, dopo una prima accurata relazione inviata alla Curia, giunse anche l’approvazione della Chiesa che lo invitò a continuare nelle sue indagini. Don Cortesi prese in mano la situazione.

Nel frattempo, durante le tredici apparizioni, la folla che si radunava sul luogo cresceva sempre di più, sino a raggiungere, il 31 maggio, le 350.000 unità.

E sembra essere, ancora oggi, proprio questa la chiave del mistero su Ghiaie di Bonate. L’immensa folla che il fenomeno riusciva ad attirare.

In ogni caso, don Cortesi, dopo il 31 maggio, portò via la piccola Adelaide dal luogo che l’aveva vista nascere e che le aveva cambiato la vita per sempre. Il prete inquisitore condusse la bambina al convento delle Orsoline di Bergamo. Qui, dopo mesi in cui Adelaide subì la forza persuasiva di don Luigi Cortesi, il 15 settembre 1945 venne costretta a ritrattare per iscritto tutta la vicenda legata alle apparizioni che l’avevano coinvolta.

La “ritrazione” di Adelaide

«Don Cortesi mi costrinse a scrivere ciò che lui mi dettava, promettendomi che non lo avrebbe rivelato a nessuno. Mi ricordo di aver bagnato anche il foglio con le lacrime»– raccontò Adelaide .

Ma quel foglio fece la sua strada e condusse al decreto vescovile del 30 aprile 1948. Il documento screditava di fatto le apparizioni a Ghiaie di Bonate, vietando ogni forma di devozione sul luogo.

Oggi che l’assembramento della folla sicuramente non fa più paura come quarant’anni fa quando il potere si costruiva sul controllo delle masse (ma da queste poteva anche essere sovvertito), sono ancora tanti i pellegrini che si recano a Ghiaie di Bonate, sul luogo delle “presunte” apparizioni.

«Adelaide, alle Ghiaie, era un irresistibile richiamo per le masse. Ora, si sa che i grandi ammassamenti destano legittimamente gravi preoccupazioni nelle autorità civili, politiche, militari, specialmente in regime di guerra. Adelaide era un pubblico pericolo e l’autorità stessa non avrebbe tardato a ritirarla di forza». Scrisse don Cortesi nel suo libro Storia dei fatti di Ghiaie.

Lo stesso vescovo di Bergamo, mons. Bernareggi, subì, nei giorni delle apparizioni, forti pressioni politiche e militari affinché il fenomeno si mettesse a tacere. Le voci delle apparizioni di Ghiaie e dei conseguenti assembramenti di folla giunsero addirittura sino ad Hitler: da alcuni documenti storici risultano accordi per far rapire la piccola o addirittura per bombardare la stessa Bergamo.

Ma è mai possibile che la Vergine debba scegliere un periodo storico adeguato per rivelarsi? E se le apparizioni di Lourdes e Fatima fossero avvenute negli anni del totalitarismo nazista?

Oggi Adelaide Roncalli ha 72 anni. Vive avvolta nel suo silenzio e nel suo dolore, nel ricordo delle sofferenze patite e di una falsa (forse) verità estorta, che oggi pesa come un macigno sulla decisione della Chiesa di riabilitare il fenomeno miracoloso di Ghiaie.

«Ma cosa ci venite a fare voi quaggiù che avete a casa vostra la Madonna?», avrebbe detto Padre Pio alla gente di Bonate che si recava da lui a San Giovanni Rotondo.

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