Ghedini: «La legge sulla prescrizione non salva Berlusconi»

Ghedini con il suo assistito Silvio Berlusconi in Parlamento

Roma – Non esiste solo il conflitto di interessi del premier. Nonostante se ne parli poco o niente, esiste anche la sovrapposizione di ruoli e cariche che rendono alcuni, pochissimi, cittadini italiani più protetti e garantiti di altri, trasformandoli in intoccabili. È il caso del “pool” di deputati e senatori che formano il partito di maggioranza. Niccolò Ghedini è l’esempio lampante di questo “conflitto di interessi politico”. L’avvocato padovano, infatti, oltre a ricoprire la carica di deputato fa anche parte del gruppo di legali che difende Silvio Berlusconi dai suoi svariati processi. Quindi, oltre a esercitare la professione legale collabora all’ideazione delle leggi. Il sospetto che operi, nel contesto parlamentare, non tanto per il bene pubblico quanto per il bene privato del suo protetto non è quindi utopia.

Non fa pertanto stare molto sereni la sua smentita riguardo alla prescrizione breve. Secondo Ghedini, infatti, non vi è alcun interesse del Pdl nella proposta di legge presentata alla Camera che introduce molte novità fra cui la prescrizione breve. «In ordine alla proposta di legge presentata dall`onorevole Vitali in tema di prescrizione e su cui quest`oggi molti opinionisti si sono variamente esercitati, pur sprovvisti di qualsiasi competenza tecnico-giuridica, appare opportuno precisare alcune semplici notazioni – ha fatto sapere l’avvocato attraverso una nota – la parte di quella proposta che riguarda la prescrizione non ha alcuna efficacia nei processi che vedono interessato il presidente Berlusconi. Dopo la modifica operata nel 2005 dalla legge cosiddetta ex Cirielli, la concessione delle attenuanti generiche per tutte le contestazioni operate nei confronti del presidente sarebbe del tutto neutra per la prescrizione». Forse quegli opinionisti non avranno competenze tecnico-giuridiche, ma conosceranno gli effetti che si ripercuoteranno sulla società intera a causa di quelle leggi.

Quel che è certo è che assistiamo sempre più impotenti e preoccupati all’imponente mole di proposte di legge che tendono a modificare il codice civile e penale, con il dubbio sempre più persistente che vengano presentate per l’interesse di pochi e non di tutti. Poco o nulla si sente parlare, invece, di quelle riforme strutturali che sono necessarie per rilanciare l’economia e che vengono richieste da Confindustria, piccola e media impresa e persino dalla Banca d’Italia. Ma si sa questo è nulla di fronte all’emergenza giuridica  del presidente del Consiglio, nemmeno quel dato preoccupante esposto da Mario Draghi pochi giorni fa, riguardante il quasi 30% di disoccupazione giovanile . E infatti Ghedini sciorina nella sua nota dati tecnici riguardanti le magagne di Berlusconi: «Nel processo cosiddetto Mills (319 ter c.p.), non vi è la possibilità – spiega l’esponente azzurro – di diminuire la prescrizione per effetto di circostanze generiche. Nei processi cosiddetti Diritti e Mediatrade (art 646 c.p. e artt. 3 e 4 legge 74/2000), vi è la medesima situazione. E’ altrettanto palese che qualsiasi ipotesi prescrizionale per il caso Ruby non può neppure essere ipotizzata. Di talché nessuna incidenza neppure in astratto potrebbe avere quella norma nei confronti del presidente Berlusconi». Ma allora perché ne è stato chiesto il ritiro?

Sabina Sestu

Foto: www.repubblica.it

Vignetta: domingo.altervista.org

Preview: gianluigidangelo.files.wordpress.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews