Gheddafi: “siete come Hitler”. Italia esclusa dall’incontro Nato

libia

www.ansa.it - Ribelli a Ras Lanuf

Tripoli – Mettere fine “all’offensiva barbara” in Libia paragonabile “a quella di Hitler in Europa”. Questo è il messaggio che Muhammar Gheddafi ha espresso al gruppo di contatto che si è riunito oggi a Londra. Una dichiarazione forte che però sembra innanzitutto un gesto di resa. Pare che il raìs sia allo stremo anche se gli insorti, ieri, hanno subito una pesante sconfitta a Ben Jawad, 150 Km da uno dei centri libici, Sirte. La città natale del raìs.

I ribelli – Il neo presidente del Comitato nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, ieri sera, è intervenuto telefonicamente al talk-show, Porta a Porta per rassicurare l’Italia sul dopo Gheddafi: tutti gli accordi in materia di contratti petroliferi con Eni e blocco delle partenze di immigrati, saranno rispettati.

Al contrario, il viceministro degli Affari Esteri di Tripoli ed ex amico di Jalil, Khaled Kaim anch’egli voce in studio, ha ribattutto accusando apertamente la Comunità Internazionale. Secondo il regime del Colonnello, gli alleati occidentali mirano solo ad indebolire la Libia per spezzarla in due: Tripolitania e Cirenaica, quest’ultima molto ricca di petrolio.

L’idea pare però smantita dall’asse franco-inglese che sempre di più sta assumendo il controllo della missione Nato. Ieri da una video-conferenza degli Sati di sicurezza, pre-vertice Nato con USA, Francia, Gran Bretagna, Germania ha visto l’Italia esclusa. L’ipotesi più credibile è che la Comunità Internazionale non sia disposta a fermarsi prima di aver deposto, catturato e processato, Gheddafi. Un’attivismo che, se dovesse realizzarsi, implicherebbe la volontà di non arrivare ad un accordo con il raìs e, dunque, la possibilità per Francia ed Inghilterra di operare senza la collaborazione attiva dell’Italia.

Sindroma esclusione – Alla notizia della mancata presenza il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha commentato così al talk Otto e mezzo su La7: “L’Italia non sente affatto la sindrome dell’esclusione”. Poi, il ministro ha ricordato che non c’è “nessuno schiaffo” all’Italia poiché il comando della missione navale ha base a Napoli ed è sotto la nostra guida.

Napolitano – L’intervento in Libia “non significa pretendere di esportare uno specifico modello di democrazia ma promuovere e proteggere i diritti fondamentali, civili e politici, e le libertà religiose, come pre-condizione per l’autonoma realizzazione di sistemi democratici”. Questo il pensiero del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, espresso ieri all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Chantal Cresta

Foto || http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/02/16/visualizza_new.html_1587570705.html?idPhoto=8

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