Gheddafi: sepolto il corpo del raìs. Ora la Libia vuole la sharia

gheddafi

ansa.it

Tripoli – Muhammar Gheddafi e’ stato sepolto in una localita’ segreta nel deserto. A renderlo noto è stata Al Jazira, in contatto con voci del Consiglio di transizione nazionale (Cnt).

Il corpo del Colonnello – conservato in una cella frigorifera del vecchio mercato della carne di Misurata per essere mostrato alla popolazione come trofeo –  sarebbe stato seppellito alle prime luci dell’alba accanto a quello del figlio Mutassim. Solo ieri, il Cnt aveva annunciato la chiusura dei cancelli del mercato.

Intanto fa ancora discutere la dichiarazione del numero uno del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, secondo cui la nuova Libia si ispirerà alla legge islamica della sharia. ‹‹Come nazione musulmana la sharia è alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell’Islam non avra’ valore››, ha chiarito Jalil, subito dopo essersi inginocchiato in preghiera per celebrare la liberazione della nazione dal dominio di Gheddafi.

Affermazione, quella di Jalil che ha scatenato il malcontento della Nato e molte ombre su quale sarà davvero la possibilità di instaurare un sistema democratico in un paese che vuol tornare alla religione come base costituente.

‹‹La cosa che conta è che la Sharia consenta le libertà: la libertà di religione, la libertà di costruire chiese cristiane, come accade in Egitto, in Tunisia. Così (deve essere, ndr)  in Libia››. Questa la pronta risposta del ministro degli Esteri, Franco Frattini, all’esternazione di Jalil. Commento quello di Frattini che tradisce una certo timore per la possibilità che la Libia divenga un’autarchia nelle mani dei radicali islamici, vicini al fondamentalismo religioso.

A preoccupare la Comunità internazionale e l’Italia soprattutto, data la vicinanza geografica dei due paesi, è la possibilità che gli scontri in terra di Libia non siano ancora finiti.

La successione al governo del Cnt, infatti, prevista tra circa un mese, potrebbe risolversi in guerriglie per la conquista dei pozzi petroliferi. Una situazione aggravata dall’enorme abbondanza di armi di cui, attualmente, tutti nel territorio libico dispongono.

Esplosione – Intanto la città di Sirte, è stata teatro di una tragedia. L’emittente Arabya, ha appena divulgato la notizia dell’esplosione di un deposito di carburante che avrebbe provocato la morte di 100 persone. Sembrano ancora sconosciute le cause dell’incidente.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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