Gheddafi barricato a Tripoli, in Tunisia elezioni a metà luglio

LIBIA – Non si placano i disordini in Libia, dove oggi è attesa una controffensiva delle forze fedeli a Muammar Gheddafi contro i ribelli che controllano Zawiyah, 50 chilometri a ovest di Tripoli. Mentre gli uomini del leader libico hanno circondato la capitale, gli abitanti erigono barricate contro le forze governative e molti generali si dicono pronti a scendere in campo a fianco dei cittadini.

TUNISIA – Il presidente del governo provvisorio tunisino, Muhammad Ghannouchi, ha annunciato le sue dimissioni, in seguito a una serie di proteste contro il suo esecutivo, costate la vita a tre persone. «Mi dimetto e presento queste dimissioni al servizio della Tunisia e della rivoluzione», ha dichiarato Ghannouchi. Le nuove elezioni si terranno entro la metà di luglio.

OMAN – Scontri e proteste anche in Oman, dove ieri sono rimaste uccise sei persone. I manifestanti chiedono riforme politiche, una migliore ridistribuzione dei proventi petroliferi e una diminuzione del numero di immigrati dagli altri Paesi arabi. Oggi verranno bloccati per protesta gli accessi al principale porto e alla principale raffineria del sultanato del Golfo Arabo.

IRAN – Il leader riformista iraniano Mehdi Karroubi, costretto agli arresti domiciliari da quindici giorni, è stato prelevato dalla sua casa di Teheran insieme alla moglie Fatima e portato “in un luogo ignoto” dai Guardiani della Rivoluzione. È quanto riferito da Hossein Karroubi, il figlio del leader iraniano, al sito ‘Sahamnews’, vicino all’opposizione. Secondo le notizie diffuse, i coniugi sono stati portati in una non meglio precisata «localita’ dell’est dell’Iran».

EGITTO – Dopo aver attraversato il canale di Suez, le due navi da guerra iraniane che per la prima volta dal 1979 hanno passato il canale, sono arrivate a Port Said, sulla costa mediterranea dell’Egitto. Durante la traversata, marinai e ufficiali si sono sbracciati dal ponte delle imbarcazioni per salutare la popolazione locale e scattare foto. Il gesto è considerato dallo Stato israeliano una grave provocazione.

SPAGNA – Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato la riduzione del limite di velocità sulle autostrade da 120 a 110 chilometri orari e un abbassamento dei prezzi dei biglietti del treno. Si tratta di una misura per incentivare il risparmi energetico e per arginare i danni provocati dalla crisi libica. La misura, che entrerà in vigore dal 7 marzo, era già stata adottata durante la crisi petrolifera del 1972.

IRLANDA – Dopo la sconfitta del partito di governo alle elezioni generali, in Irlanda si attende la formazione di un nuovo esecutivo. Dal momento che il principale partito di opposizione, il Fine Gael (centrodestra), ha ottenuto solo la maggioranza relativa dei seggi, verrà formato un governo di coalizione. L’alleato più probabile è il Partito Laburista  (centrosinistra).

CINA – Proteste pro-democrazia in Cina. Centinaia di agenti in divisa e in borghese sono scesi in piazza per bloccare i luoghi di assembramento dei manifestanti, i cosiddetti “rivoluzionari del gelsomino”, a Pechino, Shangai e 18 città minori. «La Cina appartiene a noi, non ai governanti corrotti », questo lo slogan del corteo, che dopo gli eventi di piazza Tahrir fa tremare anche il premier Wen Jiabao.

TIBET – È braccio di ferro tra Cina e Tibet per la successione del Dalai Lama, che ha annunciato di volersi ritirare. Secondo Pechino, il successore non potrà reincarnarsi in un territorio diverso da quello cinese, e l’amministrazione statale per gli affari religiosi ha già annunciato che verrà varata una legge per stabilire i criteri della “legittima reincarnazione di Buddha”.

THAILANDIA – È stata smantellata a Bangkok la ‘Baby 101’, un’organizzazione criminale che vendeva bambini appena nati a coppie che non possono avere figli. I neonati venivano partoriti da donne vietnamite emigrate in Thailandia, costrette a prestarsi come madri surrogato. L’organizzazione aveva un sito web su cui farsi pubblicità e riceveva gli “ordini” dei neonati direttamente via mail.

FILIPPINE – Le Filippine hanno celebrato venerdì il 25o anniversario della deposizione di Marcos, avvenuta nel 1986. Dopo vent’anni di dittatura, una rivoluzione pacifica e popolare ha rovesciato il regime, instaurando la democrazia. A inaugurare la cerimonia, il presidente Benigno Aquino III.

COREE – Nuove tensioni tra le due Coree per l’inizio delle manovre militari a scopo difensivo tra Corea del Sud e Stati Uniti. La Corea del Nord ha minacciato di usare le armi atomiche e di trasformare Seul in un “mare di fiamme”.

MESSICO – Il Cartello di Juarez, cardine del narcotraffico messicano, ha perso uno dei suoi personaggi di spicco. Humberto Peralta Hernandez, detto Il Condor, è morto durante uno scontro a fuoco a Chihuahua, nel nord del Paese. Peralta era coinvolto in circa 100 omicidi, per lo più commessi durante il periodo durante il quale lavorava alla Procura di stato.

COSTA D’AVORIO – Dopo gli scontri che si sono verificati tra le forze fedeli al presidente uscente Laurent Gbagbo e si sostenitori del rivale Alassane Ouattara, il segretario delle Nazioni Unite Ban ki Moon ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza per discutere della situazione, in particolare dell’invio di armi illegali a una delle due fazioni.

ISRAELE – Preoccupazioni in Israele per l’arrivo di Street View, il servizio di mappatura di Google. A essere chiamata in causa questa volta, non è la violazione della privacy, ma la sicurezza: le immagini di Street View, infatti, potrebbero essere utilizzate dagli estremisti a scopi terroristici. Per discutere la questione è stata riunita una speciale task force governativa.

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