Gheddafi: “Non sono in Venezuela”. GUARDA IL VIDEO

libia

La folla in rivolta - www.ansa.it

TripoliMuammar Gheddafi è apparso con una brevissima diretta TV. Appena 22 secondi per smentire le voci dei media internazionali che lo davano in fuga verso il Venezuela di Hugo Chavez e accreditate anche dal ministro degli esteri britannico, William Hague. Quest’ultimo, solo ieri durante un raduno degli Stati Membri a Bruxelles, aveva ribadito la  fuga del rais.

Durante la notte, invece, il colpo di scena. Gheddafi si è mostrato a bordo di un fuori strada nella sua residenza di Bab Al-Aziza, vestito con un mantello nero e sotto un ombrello. Il rais ha spiegato di essere sul punto di  “[…] incontrare i giovani nella piazza Verde. E’ giusto che vada per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela: non credete a quelle televisioni che dipendono da cani randagi”.

Nel frattempo continua la protesta contro il regime nelle piazze della capitale. Le fonti ufficiali parlano di 250 morti solo nella giornata di ieri. Una news della Bbc via Twitter ha comunicato che la terza città libica, Misurata, è stata bombardata da elicotteri Apache allo scopo di fermare la massa di popolazione in rivolta. Tutto questo mentre uno dei figli del leader libanese, Seif al-Islam Gheddafi ha imposto una commissione d’inchiesta guidata da un giudice libanese e delegati stranieri per i diritti umani. Un atto necessario dopo i ripetuti appelli della UE per chiedere la fine delle violenze sulla folla.

Roma – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha disposto il rientro di un centinaio di italiani attualmente a Bengasi. Un aereo C130 dell’Aereonautica Militare è pronto a partire per l’Italia con un carico di connazionali la cui presenza sul territorio libanese è stata decisa come “non necessaria”.

Il premier, Silvio Berlusconi ha diramato una nota a mezzo stampa. Egli: “segue con estrema attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza. Il Presidente Berlusconi è allarmato per l’aggravarsi degli scontri e per l’uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile. L’Unione Europea e la Comunità internazionale dovranno compiere ogni sforzo per impedire che la crisi libica degeneri in una guerra civile dalle conseguenze difficilmente prevedibili, e favorire invece una soluzione pacifica che tuteli la sicurezza dei cittadini così come l’integrità e stabilità del Paese e dell’intera regione”.

Chantal Cresta

Foto || http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/02/16/visualizza_new.html_1587570705.html?idPhoto=3

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