Get Pure: un blues rock accattivante e brioso per i Mount Carmel

get pure

La copertina di Get Pure (quirkynychick.com)

Un monte biblico si trasforma in pura energia in nome della “rock religion”: i Mount Carmel, tre giovani musicisti scalmanati dell’Ohio, hanno da poco sfornato il loro secondo album studio, intitolato simbolicamente Get Pure.

GET PURE: PUREZZA E ONESTÀ MUSICALE - Quasi sconosciuti in Europa, i preziosi Mont Carmel sono stati recentemente scovati dal classicrockmagazine statunitense fra la miriade di band emergenti del nuovo millennio, il quale ha descritto il loro blues-rock-stoner come un’ode all’onestà musicale e  alla ricerca di un’espressività sonora che sprigioni vera emozione.

GIOVANI, IRRIVERENTI E “OLD SCHOOL” - Attivi dal 2010, il loro primo disco studio, Mount Carmel, racconta una storia intrisa di paesaggi provenienti dall’universo southern rock con un tocco di vigoroso rock’n’roll, toccando il rock blues più spinto per sfociare in uno stoner poco arido ma incisivo. Il sound generale illude l’ascoltatore di esser sbucato in una dimensione lontana circa quarant’anni addietro, incontrando i maestri del classic rock dei Seventies come i Bad Company e i REO Speedwagon.

UN ROCK’N’ROLL GREZZO MA ACCATTIVANTE – Il loro stile viene narrato da una voce accattivante assieme a riff infuocati e un ritmo agguerrito, lasciando quasi presupporre che il trio dell’Ohio vanti un’età complessiva di centottanta anni, rivelando la loro cronologica giovinezza esclusivamente grazie alla inesauribile grinta profusa dallo scatenato Get Pure.

DENTRO IL DISCO: GROOVE E PASSIONE - Un rock’n’roll grezzo e trascinante apre il disco incatenandosi all’inarrestabile scia di Gold, un brano che alterna, con stacchi e riprese, un leggiadro movimento a una potente stasi che svela un cucchiaino di stoner nell’impasto sonoro generale. Il blues rock della old school imperversa lungo le briose tracce del disco. Back On it ruota intorno a un inciso carico di groove che svela un tenace feeling fra i Mount Carmel e i loro strumenti, dipingendo un quadro in cui musica e anima si fondono indissolubilmente. Shallow Me Up segue una simile linea di condotta, sprizzando di carisma e sensualità con un’anima combattiva ben sorretta dai solo della chitarra.

CHIARAMENTE GENUINI - Le premesse di genuinità sonora che la band ha anteposto a Get Pure si tramutano celermente in realtà: Whisper spacca l’obiettivo lanciando una scossa emozionale dal primo beat. Vivace e solare, il groove regna incondizionato lungo le lande di questo brano dal vago retrogusto hard rock.

UN BLUES ROMANTICO MA VIGOROSO – Saltellante e irriverente, Bridge To Nowhere lascia la scena a una chitarra impazzita che duetta con una batteria inarrestabile per dare spazio alla passionale One More Morning, una graffiante love song che pugnala dritto al cuore con un blues-rock che getta il suo intero corpo, nudo e crudo, in pasto all’ascoltatore. Più soave e vicina al southern rock, Will I continua a tessere delle trame d’ispirazione amorosa, questa volta cuocendo il sound a fiamma bassa, entrando nell’animo con dolcezza.

Risvegliati dall’idillio romantico, con Hangin’On torna alla ribalta un sound “blueseggiante” aggressivo e sicuro delle proprie potenzialità, gettando fuori la sua recondita grinta senza alcuna riserva, incantando per la sua capacità comunicativa.

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I giovani Mount Carmel che suonano un blues rock esplosivo (classicrockmagazine.com)

VERSO LA FINE: I BRANI HOT - L’aria si riscalda nel mondo del rock con Fear Me Now, un brano ipnotico, gentile ma caparbio, sentito, semplice ma efficace che continua a sorreggere il mood accalappiante di una band che sa come catturare l’attenzione del pubblico. Yeah You Mama, l’ultimo proiettile dei Mount Carmel che conclude in bellezza il loro saporito disco, non manca il bersaglio neanche dopo la lunga corsa verso il groove. Il brano, dalla inconfondibile aura blues, cresce dagli antri dell’anima per poi esplodere in uno spazio aperto, quel tempio in cui la superba musica del passato non ha smesso di gettare la spugna.

UN GUSTO CLASSICO MA ESPRESSIVO - Get Pure non dà spazio a una critica dai toni elitari e multiformi: il disco mostra quello che è senza paura, spogliandosi di manierismi intellettualistici in favore di un rock’n’roll alla vecchia maniera, accessoriandolo con alcuni spunti più contemporanei e una viscerale devozione per il blues.

Un disco così evocativo del retaggio degli anni Settanta potrebbe anche essere additato come passatista ma, a prescindere dalle nuove tendenze musicali che promulgano una chiara imitazione delle stilistiche dell’old school, è possibile risultare originali ed espressivi anche suonando una musica che sembri già ascoltata mille e più volte. È forse questo l’aspetto più magico dell’arte dei suoni: il riuscire a emozionare, nonostante tutto. E i Mount Carmel l’hanno capito benissimo.

Voto: 7, 5

Foto preview: columbusalive.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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