Galan, la Camera approva la custodia cautelare

Forza Italia chiede il rinvio senza ottenerlo. I legali di Galan annunciano la richiesta di domiciliari, tensione nel futuro centrodestra

GalanE’ stata approvata oggi dalla Camera dei Deputati, con trecentonovantaciqnue voti favorevoli e centotrentotto contrari, la richiesta di arresto emessa dalla magistratura nei confronti di Giancarlo Galan, presidente dei deputati di Forza Italia, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Mose. Gli avvocati di Galan, che ha ricevuto la notizia nell’ospedale in cui è attualmente ricoverato, hanno fatto sapere che presenteranno quanto prima una richiesta di arresti domiciliari. Probabilmente non in ospedale, dove risulta formalmente dimesso da questa mattina; più probabile in un centro clinico carcerario. Gli stessi legali dell’ex ministro escludono al momento la possibilità che Galan finisca in carcere.

L’ACCUSA – L’inchiesta, che ha portato già all’arresto di trentacinque persone, riguarda un sistema di fondi neri che sarebbe servito per finanziare esponenti politici e per corrompere pubblici ufficiali in relazione alla costruzione del Mose, il sistema anti-marea di Venezia.

RINVIO MANCATO – Già in mattinata Forza Italia aveva provato a proporre un rinvio del voto, perdendo per duecentoquarantanove voti. A favore del rinvio si erano espressi, oltre a Fi, anche Ncd, Sc  e Pi;  contrari invece Pd, Sel e M5S.

TENSIONE NEL CENTRODESTRA – Nonostante il voto a scrutinio segreto, come proposto da Forza Italia, la votazione di oggi sta creando qualche frizione tra i partiti che, almeno nelle aspettative, comporranno la futura coalizione di centrodestra. Tensione alta in particolare tra Forza Italia, che ha votato contro l’arresto, e la Lega, che al contrario ha votato a favore. Particolarmente dura la dichiarazione rilasciata da Capezzone (Fi) su Twitter: «È un fatto politico rilevante e grave che la Lega voti per l’arresto di Galan. Il garantismo dovrebbe contare qualcosa nella futura coalizione. O no? E lo dice chi, come me, vorrebbe un accordo con Lega. Ma il giustizialismo è un macigno: il nodo va affrontato».

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: qelsi.it ilfattoquotidiano.it

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