G7, Nato preoccupata e Obama furioso. Mentre Putin se la ride

Nel G7 a L’Aia grande preoccupazione della Nato per gli sviluppi in Russia. E Obama minaccia Putin sulle sanzioni economiche

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Il G7 riunito a L’Aia

Partito il G7, che infatti è G7 ora, non più G8, con la Russia esclusa. Parte in Olanda, a L’Aia, dove Barack Obama e i colleghi presidenti stanno discutendo sulla situazione ucraina e la posizione della Russia dopo il referendum in Crimea. «Usa e Ue sono uniti nel sostegno a Kiev. Le azioni della Russia sono semplicemente inaccettabili, devono esserci delle conseguenze e se Mosca continua ad aggravare la situazione con una escalation, allora dobbiamo essere preparati a imporre un costo più alto». Queste sono state le prime parole pronunciate dal presidente americano, parole forti che confermano lo stato attuale di tensione. In che modo gli Stati Uniti e la Nato manderanno il messaggio tanto atteso a Putin?

LA MOLDAVIA NEL MIRINO – La situazione oggi vede la Russia non solo in controllo della Crimea ma una minaccia neanche troppo velata sul resto dell’est Europa. La Nato tiene l’allarme aperto sui confini dove nel frattempo è aumentata la massiccia presenza di militari russi. Un grande numero di soldati presenti al confine moldavo, nella zona autonoma di Transnistria, non lascia tranquilli come sottolineato dal capo del Comando alleato d’Europa, Philip Breedlove, che ha dichiarato che un eventuale sbarco in Moldavia non è da escludere. C’è da aggiungere la notizia pubblicata su eturbonews.com che afferma come Vladimir Zhirinovsky, vicepresidente della Duma russa, abbia proposto alla Polonia una vera e propria spartizione dell’Ucraina. Fantapolitica? Allarmismo esagerato? Pare proprio di no, nonostante l’immediata smentita della Polonia: «È semplicemente oltraggioso pensare che la Polonia voglia partecipare alla spartizione di un Paese amico e cambiare le sue frontiere», ha dichiarato Tomas Nelezc, collaboratore alla presidenza polacca.

PUTIN LO STRATEGA – E intanto le sette potenze dell’ex G8 – Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Giappone e Canada – cercano in tutti i modi di trovare una soluzione alla presa di posizione russa. Una presa di posizione talmente forte da non escludere un’invasione di Putin in est Europa in breve tempo. Un G7 incentrato sulla sicurezza nucleare che vede protagonista anche il nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi. La sensazione è che la Russia – ma non è una notizia – tenga il mondo per i cosiddetti. Putin, con l’esplosione della crisi ucraina, ha dimostrato di poter fare come gli pare e provare, passo dopo passo, a “conquistare il mondo”. Frase anacronistica e un po’ cinematografica? Mica tanto.

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Vladimir Putin

LO SPETTRO DELL’INTERVENTO ARMATO – Dicevamo della possibilità neanche remota di un invasione russa in altri Paesi dell’est Europa, Moldavia su tutte, visto il dispiegamento di forze belliche al confine. Tutto ruota attorno alla voglia di molti cittadini moldavi e di altri Paesi limitrofi filorussi di far parte del governo di Mosca. Il precedente in Georgia del 2008 è piuttosto simbolico a riguardo. La Polonia fa parte della Nato, la Moldavia invece no, essendo un partner straniero. Così come la Georgia. Va da sé che un’eventuale decisione da parte di Mosca di annettere parte della Moldavia – ad oggi la Transnistria, già sotto il controllo russo – non obbligherebbe la Nato ad alcun intervento militare che inoltre non potrebbe che evitarlo per scongiurare un’escalation militare senza precedenti. Allo stesso modo è invece difficile pensare a un’invasione da parte di Putin della Polonia, Paese della Nato, che in quel caso obbligherebbe per le leggi che coordinano la politica internazionale a una risposta da parte dei Paesi alleati. Un intervento armato dell’occidente capeggiato dagli Usa, in risposta alle azioni di Mosca, pare lontano. Non un’evoluzione che possa invece portare a una nuova guerra fredda, a conti fatti già iniziata.

IL LATO ECONOMICO – Resta la domanda sul perché Putin voglia continuare, dopo la Crimea, una corsa all’annessione di altri territori. Senza considerare un discorso storico che vede quelle aree da sempre sotto il controllo russo, con le dovute differenze e le legittime dichiarazioni d’indipendenza come Stati autonomi nel corso degli anni, la parte economica la fa come sempre del resto, da padrona. Si pensi alla questione gas e Gazprom, cornice perfetta per un quadro in divenire, dove ancora non si intravede però la fisionomia del soggetto. Nessuno teme un’altra Siria ma certo siamo di fronte a una fase storica che – proprio on la situazione siriana di mezzo – rimodellerà gli assetti internazionali, non solo in Europa ma nel mondo intero. E per Putin questa sembra essere la prospettiva più allettante.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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Una risposta a G7, Nato preoccupata e Obama furioso. Mentre Putin se la ride

  1. avatar
    Pierpaolo 25/03/2014 a 14:52

    “Resta la domanda sul perché Putin voglia continuare, dopo la Crimea, una corsa all’annessione di altri territori.”

    Già, ma la domanda va posta a chi sostiene che Putin voglia continuare, dopo la Crimea, una corsa all’annessione di altri territori.
    ??????
    Certamente se altri stati indipendenti e sovrani facessero domanda di entrare a far parte della Federazione Russa il problema si porrebbe. Certamente per l’Ossezia Meridionale, che avrebbe il legittimo desiderio di ritornare a formare uno stato unico di Ossezia, già federata alla Russia.
    Me se ciò non è stato fattofino ad ora significa che qualche ostacolo c’è.
    Sicuramente l’Ossezia del Sud non offre quel grande vantaggio che è la base navale di Sebastopoli, tuttavia, seppure in ritardo, potrebbe essere accontentata.
    Non altrettanto vale per l’Abkazia, che la Russia potrebbe vedere conveniente rientrasse in Seno ad una nuova Georgia, su basi federali, anziché come stato unitario.
    Totalmente lontano mi pare la stessa possibilità della Transnistria, che nemmeno confina con la Russia.

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