Fumetto Vs Mafia: la vicenda di Pippo Fava

Prossima l’uscita del fumetto che ricorda il giornalista siciliano ucciso dalla mafia

di Benedetta Rutigliano

Pippo Fava

ROMA- prevista per fine maggio l’uscita di “Pippo Fava. Lo spirito di un giornale”, graphic novel dedicata al giornalista siciliano ucciso dalla mafia, ideata dai ragazzi della casa editrice romana Round Robin in collaborazione con l’associazione daSud Onlus.

La sinergia tra le due realtà porta, al termine dello scorso anno, alla pubblicazione della collana Libeccio, dedicata agli eroi antimafia: il Libeccio è un vento del sud-sud ovest che arriva da ponente e porta caldo e tempesta. «Questa collana vuole essere proprio come il vento che arriva da sud e trasporta la storia di uomini come tanti, che mai avrebbero voluto essere definiti eroi», dice Luigi Politano, socio di Round Robin, alla giornalista de “L’Espresso” Laura Antonini.

La casa editrice romana, formata da Politano, Lucia Sinibaldi, Stefano Milani e David Scerrati, è operativa dal 2004 e sceglie un linguaggio, quello del fumetto, capace di raggiungere un pubblico trasversale: anche quello dei più giovani, poco avvezzi ad argomenti scottanti come quello mafioso.

L’Associazione Stampa Romana si occuperà nel mese di maggio di promuovere nelle scuole della Capitale il fumetto sulla vicenda di Pippo Fava, il cui racconto si apre nel 1980 con i festeggiamenti nella redazione de “Il Giornale del Sud”, quotidiano da lui diretto all’epoca, per la vittoria al festival del cinema di Berlino del film ‘Palermo of Wolfsburg’ (la cui sceneggiatura era tratta proprio da un suo libro). Infine il tragico epilogo, con l’assassinio del giornalista davanti al teatro Stabile di Palermo il 5 gennaio 1984, quando era direttore del mensile “I siciliani”. Aveva fondato tale periodico nel 1982, in seguito al licenziamento dal quotidiano dovuto proprio alla sua linea di denuncia, invisa agli editori.

Lo sceneggiatore Luigi Politano e il disegnatore Luca Ferrara hanno lavorato ininterrottamente per nove mesi al fine di elaborare una graphic novel il più possibile vicina alla realtà storica dei fatti, seguendo il metodo dell’inchiesta giornalistica e recandosi sul luogo (Catania) per raccogliere testimonianze da conoscenti e parenti. Al termine del fumetto sono inseriti i materiali extra, per chi, come nei dvd, desidera approfondire i contenuti.

Tale procedimento era stato adottato anche per il prodotto d’esordio della collana Libeccio: “Don Peppe Diana – Per amore del mio popolo”, curato da Raffaele Lupoli e sceneggiato da Francesco Matteuzzi. Storia del primo prete ucciso dal clan dei casalesi per aver steso un vero e proprio manifesto anti-camorra, “Per amore del mio popolo” (1991): il coraggioso prete individuava responsabilità e collusioni, indicando l’urgenza di uscire da ogni ambiguità nella lotta ai clan. È stato ammazzato tragicamente, il 19 marzo del 1994.

Politano informa che entro la fine dell’anno la collana Libeccio pubblicherà altre due graphic novel, una dedicata a Giancarlo Siani, in uscita il 23 settembre (data della sua morte) e un’ultima, sempre in autunno, su Natale de Grazia.

Il fumetto antimafia non è una novità assoluta nel panorama editoriale italiano: è interessante menzionare che circa un anno fa, infatti, la casa editrice Beccogiallo aveva promosso “Peppino Impastato: un giullare contro la mafia”. Ideato da due giovani siciliani, Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo, il fumetto racconta la storia di Peppino Impastato, giornalista e attivista politico siciliano, ucciso la notte del 9 maggio ’78. Rizzo si era già cimentato col connubio fumetto-impegno sociale scrivendo: “Ilaria Alpi, il prezzo della verità”.

La ricetta è quindi vincente: temi di un certo spessore raccontati con un linguaggio insolito, senz’altro immediato e conciso. Uno strumento con elevate potenzialità e possibilità di scuotere le coscienze, mantenendo viva la memoria di fatti di interesse universale.

Foto: via Liberainformazione.org, rredblog.files.wordpress.com

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