Fukushima, la Tepco ammette: ‘acqua contaminata nell’Oceano Pacifico’

tepco

La centrale di Fukushima

Fukushima – La Tepco, la società giapponese che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima danneggiato in seguito allo tsunami del marzo 2001, per la prima volta oggi ha ammesso che acque radioattive accumulate sotto la centrale sono finite nell’Oceano Pacifico. L’ammissione è maturata all’indomani dell’ampia vittoria dei Liberaldemocratici del premier Shinzo Abe e degli alleati del New Komeito alle elezioni di rinnovo parziale della Camera Alta, in gran parte favorevoli al riavvio dei reattori nucleari.

Da tempo gli esperti sospettavano che le acque contaminate stessero, in qualche modo, filtrando verso il mare fin dal disastroso tsunami dell’11 marzo 2011, dopo il terremoto poco al largo di Sendai. La Tepco (Tokyo electric power company) aveva sempre negato il versamento di acque contaminate nonostante le rilevazioni effettuate nel sottosuolo e a livello del mare, davanti all’impianto, mostrassero picchi nel livello di radiazione. Due settimane fa erano stati ordinati esami approfonditi, dopo che uno dei rilievi aveva segnalato un aumento del 110% del livello di Cesio 134 in un pozzo tra i reattori e il mare. La Tepco aveva finora sostenuto che i cassoni in cemento e acciaio della centrale erano riusciti a contenere ogni diffusione massiccia in mare, «adesso pensiamo che dell’acqua contaminata abbia raggiunto l’Oceano», ha spiegato un portavoce. «Eppure pensiamo che l’impatto sul mare sia limitato: i dati sull’acqua non evidenziano aumenti anomali del tasso di radioattività».

La Tepco, ha quindi ammesso la fuoriuscita, ma ha minimizzato il fatto, sostenendo che l’impatto della perdita radioattiva, in gran parte proveniente dai basamenti degli edifici dei reattori, sia limitata, in considerazione del fatto che «non ci sono tassi di aumento anomalo della radioattività». Pur dando poco peso all’accaduto, di fatto la Tepco ha finalmente ammesso di non poter impedire del tutto la diffusione esterna dell’acqua radioattiva. Le organizzazioni ambientaliste internazionali sono tornate a lanciare l’allarme su una emergenza-Fukushima che sembra inarrestabile.

Alberto Staiz

@AlStaiz

Foto homepage: giornalettismo.com

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