Frozen Il regno di ghiaccio, la favola di Natale targata Walt Disney

Il poster del film

Il poster del film

Da diversi anni ormai il team creativo degli Walt Disney Animation Studios ha abbandonato gli ormai demodé disegni animati (se escludiamo il delizioso Paperman e La principessa e il ranocchio) per dedicarsi all’animazione digitale tout court: la “fase digitale” targata John Lasseter (regista dello storico Toy Story e produttore esecutivo, tra i tanti, del recentissimo film firmato Disney Pixar, Monsters University) vanta recenti lungometraggi come Rapunzel, la favola sulla principessa dai lunghi capelli tratta dalla fiaba dei fratelli Grimm, e Ralph Spaccatutto, presentato lo scorso anno al Festival Internazionale del Film di Roma. Dopo il recente successo del riuscito prequel di Monsters & Co., Lasseter, direttore creativo di entrambe le “divisioni” Disney, lancia per Natale Frozen Il regno di ghiaccio, favola natalizia ispirata alla novella di Hans Christian Andersen La regina delle nevi e co-diretta da Chris Buck (Tarzan, Surf’s Up) e Jennifer Lee (che firma anche la sceneggiatura), la prima donna a dirigere, finalmente, un lungometraggio Disney.

ARANDELLE, IL REGNO DI GHIACCIO – Il 53° lungometraggio della fabbrica dei sogni di Walt Disney racconta dunque la storia delle due principesse figlie del re di Arandelle, Anna ed Elsa, molto legate sin dall’infanzia. Un giorno, Elsa scopre di aver l’incredibile potere di creare e manipolare il ghiaccio, e una notte, mentre gioca nel salone del palazzo con sua sorella, colpisce involontariamente quest’ultima alla testa. Il re e la regina conducono allora la piccola Anna dai troll, i si vedono costretti a rimuoverle la memoria; Elsa viene invece rinchiusa nel castello e allontanata dalla sorella per evitare che il suo pericoloso potere venga scoperto. Alcuni anni dopo, a seguito della morte improvvisa dei regnanti, Elsa viene chiamata a diventare regina, ma dopo un diverbio con la sorella durante il ricevimento regale, la principessa perde il controllo del suo straordinario potere, arrivando a congelare l’intero regno di Arandelle, fuggendo poi sulla remota Montagna del Nord e rifugiandosi in un castello di ghiaccio. Sarà allora Anna, aiutata dal montanaro Kristoff e dalla sua renna Sven, insieme al simpatico pupazzo di neve parlante Olaf, a dover salvare Arandelle, raggiungendo Elsa nella sua gelida fortezza per convincerla così a far tornare l’estate.

Olaf, il simpatico pupazzo di neve doppiato da Enrico Brignano

Olaf, il simpatico pupazzo di neve doppiato da Enrico Brignano

UNA FAVOLA MODERNA DALLE NOTE MUSICAL – Candidato ai Golden Globes 2014 come miglior film d’animazione (e molto probabilmente sarà favorito anche agli Oscar), Frozen Il regno di ghiaccio vanta anzitutto dei dialoghi ben scritti e sapientemente adattati con coerenza e sensibilità al pubblico giovanile, partendo dallo spunto narrativo della novella di Andersen ma riadattandola perfettamente al nostro tempo, presentando finalmente un nuovo modello di principessa, anzi, due principesse, che portano avanti il proprio percorso di autorealizzazione in modo parallelo. Piccola punta di diamante è il simpaticissimo pupazzo di neve un po’ svitato Olaf (che nella versione italiana ha la voce di Enrico Brignano), le cui battute e trovate fuori luogo non mancheranno di strappare calorose risate persino ai più grandi. La colonna sonora del film, ricca di pezzi cantati come un musical che si rispetti, è stata composta da Christophe Beck, già realizzatore della musica del cortometraggio Paperman, e il brano principale, Let It Go, è cantato nella versione originale da Demi Lovato e nella versione italiana e spagnola da Martina Stoessel, meglio nota al giovane pubblico come Violetta, protagonista dell’omonima serie TV campione d’ascolti trasmessa da Disney Channel. Le canzoni del film sono invece interpretate dalle voci italiane di Serena Rossi (doppiatrice della principessa Anna), Serena Autieri (doppiatrice della regina Elsa) ed Enrico Brignano.

 BUONI VALORI PER I PIÙ PICCINI – Se lo scopo del film, dei suoi produttori e dei suoi creatori era quello di parlare a un target ben preciso e definito in fase di pre-produzione, Frozen riesce perfettamente nel suo intento. Ma non riesce a centrare, purtroppo, l’obiettivo secondario, quello che, invece, i cari vecchi classici facevano a dovere: parlare al cuore di tutte le generazioni indistintamente. Al di là dello sforzo prettamente didascalico di trasmettere quei valori rintracciabili un po’ in tutte le opere Disney, Frozen Il regno di ghiaccio ha come unico limite quello di essere stato pensato (solamente) come una favola per bambini. Pazienza: ad attendere in sala i più grandi ci saranno gli attesissimi titoli in uscita il prossimo anno (il nuovo film degli X-Men e il sequel degli Avengers, tanto per citarne alcuni).

(Foto: primissima.it)

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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