Frida Kahlo a Roma. La prima mostra dedicata all’artista messicana

Arriva la prima retrospettiva italiana tutta dedicata a Frida Kahlo, una delle icone anticonformiste più influenti del secolo scorso

Frida-Kahlo-Autoritratto-con-collana-di-spine

Autoritratto con collana di spine

Passione, anticonformismo, unione tra arte e vita. Tutto questo era e sarà sempre Frida Kahlo, una delle artiste simbolo dell’avanguardia del Novecento, ormai icona indiscussa del mondo dell’arte. È in suo onore che il 20 marzo si aprirà a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, la mostra Frida Kahlo, prima retrospettiva italiana sull’artista messicana. Promossa dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale, e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, sarà possibile ammirare oltre 160 opere d’arte fino al 31 agosto 2014.

TRA PASSIONE E ARTE – L’artista messicana è stata una delle icone artistiche del ‘900, soprattutto della cultura della sua terra. La tragicità della sua vita ma allo stesso tempo così stupefacente, la sua dedizione al femminismo e il fervente interesse politico, l’ha distinta in tutto il suo percorso artistico.

Nonostante i suoi problemi fisici e psichici, dovuti a un grave incidente subito a 17 anni, la Kahlo è riuscita a sopravvivere, seppur per breve tempo, grazie alla sua passione per l’arte e per la vita. Nei suoi dipinti metteva tutta se stessa, il suo amore per il Messico, l’attivismo politico, la passione tormentata per Diego Rivera. Tutto questo con colori scintillanti, vivi che trasmettevano il suo essere e lo spirito del suo paese natio.

Frida, affascinata dalle nuove avanguardie internazionali, ha saputo creare un linguaggio artistico inimitabile, anticipando temi scottanti per l’era moderna: contrasto tra individuo e società, l’identità nazionale e il rapporto con le proprie radici, l’amore e la sofferenza.

Frida Kahlo mostra roma

Autoritratto come Tehuana o Diego nei miei pensieri

LA MOSTRA - L’esposizione, concepita da Helga Prignitz –Poda, autrice del catalogo ragionato dell’artista, cerca di andare a fondo del rapporto della Kahlo con le varie correnti artistiche del suo tempo, mettendo insieme opere provenienti sia dai principali nuclei collezionistici e sia da collezioni private, messicane, statunitensi ed europee. Essa avrà una prosecuzione con la mostra Frida Kahlo e Diego Rivera, che si terrà dal 20 settembre a Genova e nella quale ci si soffermerà molto di più sul rapporto tra i due artisti.

Oltre 160 dipinti, tra cui oltre 40 sono autoritratti, i preferiti dall’artista che diceva:

Dipingo me stessa perché sono la persona che conosco meglio

L’itinerario della mostra, composto da dettagliate didascalie e video, parte da due quadri significativi, che introducono un percorso particolare e intenso, segnato soprattutto dall’amore tra Frida e Rivera. Saltano subito all’occhio, infatti, due quadri: Autoritratto come Tehuana (o Diego nei miei pensieri)1945, simbolo della trascendenza dell’amore, affiancato da un quadro di Rivera Paesaggio con cactus (1931), come simbolo umoristico del ruolo dell’uomo rispetto alla donna.

Frida-Kahlo-Autoritratto-con-vestito-di-velluto

Autoritratto con vestito di velluto

PERCORSI D’ARTE E VITA – Il percorso in esposizione nella Capitale continua cronologicamente, partendo dal 1925, anno in cui cominciò a dedicarsi alla pittura, ispirandosi al movimento dello Stridentismo ma anche alle opere di David Alfaro Siquieros e, soprattutto, di Diego Rivera. Nelle sale sono racchiuse tutte opere che rispecchiano questa fase della vita di Frida, in particolare Autoritratto con abito di velluto (1929) e ritratti come Erminia e Salvadora  e Ritratto di Miriam Penasky, ispirati allo Stridentismo, qui esposti per la prima volta.

Più si va avanti e più si scopre il percorso intenso e difficile che l’artista ha vissuto, dagli influssi della rivoluzione messicana, conclusa nel 1917, alla scoperta del Nuovo Mondo dell’arte, gli Stati Uniti, dove aumentò ancora di più il suo patriottismo e la sua identità nazionale. Questo si percepisce dai dipinti di quel periodo, come Il mio vestito è appeso là o New York  e Autoritratto al confine fra il Messico e gli Stati Uniti d’America del 1932.

Attraverso altri autoritratti, poi, si nota l’adesione di Frida al Surrealismo, l’insegnamento all’Accademia “La Esmeralda” e, immancabile, l’amore e i sentimenti universali ai quali l’artista era molto legata, il marito Diego Rivera e la sua amica Olga Campos, che la aiutò in momenti difficili della sua vita.

Verso la fine di questo toccante percorso, sono esposte meravigliose fotografie scattate da numerosi fotografi, che vedevano in lei una vera e propria icona. Di queste, spiccano quelle di Nickolas Muray, con il quale Frida aveva uno stretto legame, che per un certo periodo fu anche di natura amorosa.

ROMA ASPETTA FRIDA – Un evento assolutamente da non perdere, unico nel suo genere, che rispecchia totalmente l’animo di questa icona del secolo scorso, dando giusto spazio a tutti i momenti cruciali della sua vita. Per tutte le informazioni relative alla mostra visitare il sito www.scuderiedelquirinale.it .

Ilaria Scognamiglio

@Fairydodo

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