Francia, spot antiterrorismo: ‘Diffidate di chi non mangia baguette’

Lo spot francese contro la radicalizzazione jihadista invita a diffidare di chi non mangia baguette. Sul web è bufera (stop-djihadisme.couv.fr)

“Diffidate di chi non mangia baguette”, questo è uno degli avvertimenti diffuso dal governo francese nella nuova campagna contro il terrorismo jihadista, riassunta in una tabella che invita la popolazione a riflettere sugli atteggiamenti e le consuetudini di chi gli sta intorno, in particolare dei propri familiari.

SPOT FRANCESE ANTITERRORISMO - Lo stato di allerta in cui si muove il governo francese al seguito della strage di Parigi e l’attentato a Charlie Hebdo ha condotto alla creazione di una campagna purtroppo fallimentare, derisa parzialmente dalla popolazione per le sue eccessive raccomandazioni che darebbero sfogo a una serie di equivoci e preoccupazioni generali senza alcun fondamento.

‘OCCHIO’ AI GIOVANI - Le nove immagini racchiuse nel cartellone anti terrorista francese puntano lo sguardo della diffidenza proprio sui giovani, portando i genitori a sospettare di ogni minimo cambiamento nella vita dei propri figli che possa essere collegato, con qualche probabilità, a un coinvolgimento con i miliziani jihadisti.

IL GRAFICO SEMPLICISTICO - Lo spot francese è costato più di 400 milioni di euro e, una volta pubblicata la tabella esemplificativi dei comportamenti potenzialmente ‘sospetti’ con il corredato annuncio ‘Diffidate di chi non mangia baguette’, ha suscitato le critiche e ironie del web per il suo approccio quasi semplicistico al complesso problema.

I campanelli d’allarme che dovrebbero condurre la popolazione a individuare gli estremisti islamici che, potenzialmente, potrebbero trasformarsi in terroristi, si focalizzano su azioni basiche della quotidianità come cambiare repentinamente regime alimentare (come smettere di mangiare baguette), abbandonare un gruppo di amici perché considerato ‘impuro’, lasciare la scuola, rifiutare di vedere qualche film al cinema o in televisione che contengano immagini considerate vietate, evitare capi di abbigliamento che mostrino qualche accenno di nudità, non ascoltare musica pop o smettere di praticare attività sportiva.

‘Diffidate di chi non mangia baguette’: è lecito preoccuparsi se un giovane non ama questo pane? Il popolo di Twitter ha canzonato lo spot con ‘Attenzione, se qualcuno non vuole la baguette suonate il campanello d’allarme’ (gingerandtomato.com)

ATTENTI ALLA MANIPOLAZIONE MENTALE - Il grafico, intitolato ‘Radicalizzazione jihadista – i primi segnali di allarme‘, è compreso un numero verde a cui riferirsi in caso si nutrisse qualche sospetto nei confronti di un individuo. Lo spot francese sottolinea inoltre alcune particolari procedure avviate dai terroristi che punterebbero a indottrinare i giovani con le credenze jihadiste tramite delle tecniche di manipolazione mentale. Il popolo di twitter ha preso di mira la campagna francese per aver dato troppa importanza a una baguette, pane divenuto uno dei simboli della tradizione culinaria francese che, di fatto, potrebbe non piacere anche a individui completamente estranei dalla rete terrorista.

 

E SE NON VOGLIO LA BAGUETTE? Stravolgendo il concetto di base della campagna, il web contrattacca con un nuovo spot dai toni goliardici, riassunto nelle parole ‘Attenzione, se incontrate qualcuno che non vuole mangiare la baguette contattate le autorità’. Una campagna di questa fattezza rischia di implementare l’allarmismo sconsiderato negli animi di una popolazione già fortemente provata dagli ultimi tragici eventi, con la speranza che lo speciale numero verde da digitare in caso si incontrasse un potenziale jihadista sia contattato solo quando effettivamente necessario.

CASI ESTREMI - Chiaramente, se un giovane attuasse contemporaneamente quasi tutti i cambiamenti riportati nello schema al proprio stile di vita, potrebbe sorgere la probabilità che questi sia coinvolto con i movimenti jihadisti. Ma da questa catastrofica eventualità alla condanna degli astinenti da baguette, c’è una differenza abissale.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock 

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