Francia: sempre più concreta l’ipotesi della vittoria di Hollande

Parigi – E se davvero vincesse Hollande? Questa è la domanda che si pongono gli osservatori non solo di tutta Europa. Il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi si avvicina e i sondaggi vedono il candidato socialista come più probabile vincitore.

Il 6 maggio i cittadini francesi saranno chiamati, nuovamente, a scegliere il loro futuro Presidente fra due candidati, il socialista François Hollande e il presidente uscente Nicolas Sarkozy. Dalla loro decisione dipende il futuro non solo della Francia, ma di tutta L’Europa: dai risultati della corsa per l’Eliseo dipende infatti l’equilibrio dell’intera zona Euro.

Con Hollande a capo del nuovo governo francese, prima di tutto, verrebbe a incrinarsi quello che fin’ora è stato l’accordo intenso fra la Cancelliera tedesca, Angela Merkel e il Presidente uscente Sarkozy. Il candidato del Ps non concorda affatto sulla linea dell’austerità promossa dalla Germania, ma anzi crede in un rilancio dell’economia e in investimenti per la crescita.

In ogni caso, anche se Sarkozy venisse riconfermato, si dovrebbero rinegoziare le basi dell’asse franco-tedesco. Il presidente uscente ha infatti puntato molto a destra, durante le ultime settimane di campagna elettorale, nel tentativo di recuperare i voti della sorpresa Marine Le Pen.

Nella serata di mercoledì i due candidati si sono confrontati in un dibattito pubblico, che li ha visti discutere sui punti fondamentali del programma elettorale. Secondo i sondaggi diffusi la mattina successiva, François Hollande è risultato più rassicurante, affidabile, sincero: contrario alla chiusura delle frontiere e a una politica economica di austerità, tagli e pressione fiscale, Hollande gioca le sue carte sui piani della giustizia sociale e dell’impiego.

Se però gli umori in Francia sembrano dare per scontata la vittoria del socialista al secondo turno delle elezioni, in Europa si discute su ciò che la vittoria di Hollande significherebbe per le politiche economiche e sociali del continente in crisi.

La Cancelliera tedesca si troverebbe isolata, come dicono molto osservatori, ma soprattutto indebolita in vista delle elezioni tedesche del 2013, alle quali la socialdemocrazia tedesca potrebbe arrivare rinvigorita dalla vittoria di Hollande. Il candidato socialista è inoltre favorevole agli eurobond, che Merkel ha bocciato, propone il pensionamento a 60 anni e un’aliquota fiscale per i patrimoni al di sopra del milione di euro, del 75 percento. Fantascienza, dicono alcuni. Battaglie che il segretario del Partito Socialista porterà avanti con fermezza, dicono altri.

Di certo un’eventuale vittoria dei socialisti in un Paese come la Francia, 31 anni dopo la vittoria di un altro socialista del calibro di François Mitterand, imporrebbe la sua marca sulle politiche europee e dei singoli Stati.

Che Hollande sia ciò che serve alla Francia e all’Europa per risollevarsi da una recessione soffocante e dagli sprazzi “neofascisti” degli ultimi tempi? Ciò che è certo è che, a partire dal 7 maggio, nulla negli equilibri politici della Vecchia Europa sarà più come prima.

Martina Greco

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