Francia, la crisi di governo avvicina Parigi a Berlino

Il primo ministro Valls esce vincitore dalla crisi di governo, allontanata l'ala sinistra dei Socialisti. Ora la Francia segue Berlino nell'austerità

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Hollande-Merkel, il nuovo esecutivo francese riallinea Francia e Germania sulla rotta di Berlino (foto: rtl.fr)

 Da oggi Parigi e Berlino sono più vicine. Lo scontro all’interno dell’esecutivo francese, causato dalle divergenze tra l’ormai ex ministro dell’Economia Montebourg, favorevole ad un cambio di rotta rispetto alle politiche di austerità, e l’asse Hollande-Valls, intenzionati invece a seguire le linee economiche tracciate dalla Germania, ha visto il prevalere della linea filo-tedesca, e l’allontanamento dal governo dell’ala sinistra del Partito Socialista.

PAROLE DURE –  A causare lo scontro nell’esecutivo francese alcune dichiarazioni rilasciate dall’ormai ex ministro dell’economia Montebourg, che lo scorso fine settimana aveva attaccato pubblicamente la Germania, in particolare «la destra tedesca che sostiene Angela Merkel», per le misure di austerità che sta imponendo al resto dell’Eurozona. Forti critiche anche al sistema finanziario, «il sistema che ha comprato la politica», e alle banche, indicate come principali responsabili della crisi economica. Infine, Montebourg aveva anche ammonito la Bce, invitandola a fare ciò che «fanno tutte le banche centrali del mondo, in particolare quelle dei Paesi che hanno saputo far ripartire la crescita».

 NUOVO ESECUTIVO VECCHIO PREMIER - La crisi di governo, culminata con le dimissioni dell’esecutivo, è durata tuttavia non più di mezza giornata. Hollande ha chiesto al dimissionario Valls di prepararsi a formare un nuovo esecutivo, che molto probabilmente verrà presentato domani. Il Presidente della Repubblica ha chiarito con una nota che il nuovo governo dovrà essere costituito «coerentemente agli orientamenti da lui stesso definiti per il Paese». Condizione che non desta preoccupazioni per il Primo Ministro, favorevole al proseguimento delle politiche di austerità, e che non ha mai gradito le critiche espresse negli ultimi mesi da Montebourg. Al punto che, secondo quanto riportato da Le Parisien, sarebbe stato proprio Valls a chiedere ad Hollande di scegliere tra lui e il ministro dell’Economia. Scelta che il Presidente ha compiuto con  facilità, potendosi così ‘sbarazzare’ facilmente di un ‘nemico interno‘, già suo avversario alle ultime primarie,  e con il quale la competizione potrebbe rinnovarsi in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2017.

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Valls e Montebourg, le due anime del Partito Socialista (foto: lefigaro.fr)

RIVOLTA A SINISTRA – Nel frattempo Valls deve fare i conti con la spaccatura che la crisi di governo ha creato all’interno del suo partito, la cui ala sinistra ha fatto quadrato intorno a Montebourg. Il tentativo di ricomposizione, attraverso la richiesta all’ex ministro dell’istruzione Benoit Harmon di riprendere il suo ruolo, è miseramente fallita. Il ministro, vicino alle posizioni anti-austerità di Montebourg, ha seccamente rifiutato, e ora guida una fronda di cui Valls deve assolutamente tenere conto. Allineate su posizioni analoghe anche l’ex ministro della Cultura Aurelie Filippetti, che in più occasioni aveva criticato duramente i tagli apportati dal governo, e che ieri su twitter ha pubblicamente preso le difese di Montebourg, e Christiane Taubira, ex responsabile della Giustizia, altro elemento di spicco della gauche socialista.

ECONOMIA FRANCESE IN DIFFICOLTÁ – Intanto, l’economia francese si ritrova a navigare in pessime acque. La crescita è bassissima (previsto un +0,4%), la disoccupazione è in aumento, e le grandi industrie continuano a tagliare posti di lavoro. Inoltre, bisogna fare anche i conti con un buco di bilancio di almeno settantacinque milioni di euro. Brutte notizie anche per quanto riguarda gli impegni europei. Secondo i dati riportati da Montebourg difficilmente la Francia riuscirà a tenere il deficit  entro il 3,8% del pil, sforando molto probabilmente il 4.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

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