Francia. Courbet censurato da Facebook: Parigi condanna il social

L'Origine du monde, Gustave Courbet, 1866, Museo d'Orsay

L’Origine du monde, Gustave Courbet, 1866, Museo d’Orsay (Wikipedia.org)

Besançon (Francia)La giustizia francese è competente per giudicare le attività di Facebook. Non la manda a dire la Corte d’Appello d’oltralpe nei confronti del colosso californiano per dirimere una delle più controverse questioni del mondo della Rete: il diritto di espressione e la giurisprudenza intorno all’amministrazione dei social. Un dibattito così accesso da aver scomodato persino il celebre pittore Gustave Courbet. Con ordine.

IL CASO – Racconta Estrepublicain.fr: nel 2011, un insegnante amante di arte moderna posta un link sulla pagina Facebook. Il link riporta l’immagine del noto dipinto L’Origine du monde di Gustave Courbet, anno 1866, uno dei capolavori della pittura occidentale, ma soprattutto uno dei dipinti più scandalosi e coraggiosi mai pennellati.

Il soggetto è un primo piano dei genitali femminili espressi in modo realistico e con una pennellata così materica da rendere il tutto quasi palpabile. Al punto che secondo Facebook si può considerare il dipinto immagine pornografica e, al pari di altre volgarità, censurabile. Così ha fatto.

Il povero insegnante si è visto cassare il link e a quel punto è passato al contrattacco. Incapace di accettare la ‘punizione’ moraleggiate e l’offesa al pittore nazionale, il professore ha scritto una serie di e-mail al social spiegando la ragione del link incriminato, la natura del quadro, lo scopo dell’artista, l’importanza del capolavoro. Niente. Non ricevendo risposta, l’insegnante è passato alle vie di fatto avviando una causa contro il social americano colpevole, questa l’accusa, di aver violato il diritto di libertà di espressione del suo utente.

LA FRANCIA PUO’ SCEGLIERE PER SE’ – A questo punto Facebook si è palesata attraverso i suoi avvocati rispondendo al transalpino che solo un tribunale Usa aveva la competenza e la legittimità di giudicare la casa californiana, ma l’Alta Corte di Parigi sconfessa l’ipotesi dei legali americani.

Nel marzo del 2015 il tribunale francese decide che ‘la clausola di giurisdizione esclusiva’ per gli Usa è ‘abusiva’. La Giustizia francese può decidere per sé.

Facebook procede con il ricorso e venerdì ha ricevuto un altro schiaffone dalla Corte d’Appello di Parigi la quale ha confermato il primo grado e adesso i legali dell’insegnate esultano.

Dice l’avvocato Stéphane Cottineau: la doppia sentenza farà giurisprudenza sul piano internazionale e ridimensionerà la politica dei moderatori social poiché chi ha adottato la clausola di esclusività sarà tenuto a modificarla; chi invece avrà un contenzioso con Facebook potrà evitare di chiedere ragione ai giudici di Palo Alto.

 Chantal Cresta

Foto || wikipedia.org

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