Francesco Trento: FrAzioni di Viaggio verso la purezza esistenziale

‘FrAzioni di Viaggio’, esordio compositivo di Francesco Trento, compositore vicentino, va alla rara ricerca di una purezza fatta musica

La copertina di "FrAzioni di Viaggo", l'album d'esordio di Francesco Trento (francescotrento.com)

La copertina di “FrAzioni di Viaggo”, l’album d’esordio di Francesco Trento (francescotrento.com)

Prendete tranquillamente uno a caso, diciamo pure uno come Giovanni Allevi. Conducetelo pacatamente e amorevolmente verso la vostra toilette, poi lasciatelo accomodare all’interno del vostro sifone e tirate con fierezza la catena. Non rimpiangerete assolutamente niente perché al mondo, per di più in Italia, c’è di meglio. Molto di meglio.

ESPRESSIONI DI INNOCENZA PERDUTA – In un’epoca storica come quella corrente non si inventa più nulla di così particolare ed eclatante o quantomeno seminale, salvo rare occasioni. Eppure c’è chi continua imperterrito a compiere passi su quella che sa o crede essere la sua strada, quella via scoscesa e dissestata su cui si comincia a stazionare in tenera età, nel pieno dell’innocenza pronta per essere perduta, per poi abituarsi a superare ostacoli sempre più incongruenti e, il più delle volte, poco opportuni.

Francesco Trento, polistrumentista con maggior attitudine pianistica ma soprattutto ottimo compositore e arrangiatore, è l’ennesima figura pienamente artistica che solo qualche giornale (come il nostro) meno noto, diffuso e assolutamente non retribuito da alcuna marchetta di settore può offrire a lettori desiderosi di assaporare qualcosa che non sia la solita polpetta avvelenata direttamente proveniente dall’inferno mainstream.

Francesco Trento (alessandroferraro.com)

Francesco Trento (alessandroferraro.com)

IMMAGINI DI SUONO – In tutto questo, Francesco Trento, classe 1982, originario di Bassano del Grappa (in provincia di Vicenza), non ha certo bisogno di essere etichettato da qualche casa discografica o da qualche manager industriale (personalità che non ha assolutamente nulla a che vedere con il concetto stesso di diffusione culturale e predisposizione passionevole alla materia in questione) per finire ad esporre qualche opera infima e ai limiti del ridicolo in un’aula di parlamento. Il suo notevolissimo doppio album d’esordio, FrAzioni di viaggio, prodotto dallo stesso Trento in collaborazione con Jean Charles Carbone, produttore, compositore, arrangiatore e tecnico del suono francese già attivo al fianco di eminenze del calibro di Steve Vai, Black Crowes o Verdena (tanto per citarne qualcuno), ha solo bisogno di essere inserito nel lettore a luci spente (possibilmente in cuffie) per lasciar partire istanti di eterea sospensione tra il limbo di visioni interiori e il respiro profondo di un’essenza sonica primordiale che trasuda anima e dedizione ad ogni tocco di corda.

FrAzioni di viaggio (registrato presso lo studio Abnegat Records di Vicenza interamente con supporti analogici che ne incentivano di gran lunga la profondità, il calore e l’umanità) è un vero e proprio trapasso verso quella divinità intangibile che risponde al richiamo della ricerca di uno spirito superiore, un piccolo grande gioiello che commuove al solo pensiero della dedizione iniettata in 85 minuti di puro spiritualismo fatto musica.

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Molto probabilmente è il campo dello studio da colonna sonora a dover essere preso in considerazione più accuratamente rispetto all’immenso oceano di avanguardie più o meno retroattive. Il motivo sta tutto nella capacità che Francesco Trento ha di creare, appunto, immagini con la sola forza di suoni, note e melodie posizionate al punto giusto, nello spazio e nel tempo adatto a fare della loro conformazione qualcosa che va ben oltre l’ambito di una complementarietà visiva perché è visione nitida essa stessa.

Le mani di Francesco Trento al pianoforte (francescotrento.com)

Le mani di Francesco Trento al pianoforte (francescotrento.com)

ALLA RICERCA DELLA MELODIA PRIMORDIALE – È possibile, se vogliamo, udire echi di Hans Zimmer per alcune inflessioni da colonna sonora (Osservato) che tergiversano abilmente verso ricerche melodiche alla Michael Nyman (Concepire la fonte, Sospiri, Scale per la luna) pur mantenendosi sull’orizzonte di un minimalismo mai fine a se stesso di provenienza, forse, Philip Glass ma solo fino a un certo punto. L’incursione nei territori dell’elettronica come strumento aggiunto al manto complessivo a tratti anche orchestrale (in verità si tratta di una sperimentazione concreta attraverso Theremin e Re201 applicato all’apparato pianistico) offre notevolissimi spunti esclusivi in termini di concezione d’arrangiamento, mentre si fa spazio anche una interessante predisposizione ritmica di stampo tribale (Sincerità = Odio) e una cospicua predilezione al ritrovamento di melodie primordialmente coinvolgenti e ammalianti (Bagliori, Nel vento) anche prossime a pagine note di Ludovico Einaudi (la splendida Notturno #2, Contrazioni o Notte silente, da cui una certa aura oldfieldiana di Music of the spheres, priva di corale, trascende come probabile ispirazione astrale inconscia in fraseggi dal cuore in mano). Potremmo percepire anche qualche derivazione alla Yann Tiersen (Ascensore panoramico) spogliato della veste più folkloristica ma forse è un azzardo che ci fa rischiare di esagerare nei paragoni.

Quello che resta è una vera e propria opera concettuale al risuonar di toni e, soprattutto, (tante) idee. Esattamente ciò che manca a chiunque operi anche solo il tentativo di unire sacra concezione creatrice a profana e blasfema predisposizione al commercio.

Peccato che chiunque lo desideri davvero, ogni sacrosanta volta, debba sempre e comunque sentirsi costretto a raschiare fondi di finzione artistica collettiva per raggiungere quell’onnipresente bagliore di bellezza. Ecco, appunto: bellezza. Quella vera.

L’album è ascoltabile anche sul sito ufficiale di Francesco Trento (www.francescotrento.com), dal quale è anche possibile accedere ai canali di distribuzione per il (consigliatissimo) reperimento.

Voto: 8

(Foto: francescotrento.com / alessandroferraro.com)

Stefano Gallone

@SteGallone

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Una risposta a Francesco Trento: FrAzioni di Viaggio verso la purezza esistenziale

  1. avatar
    Silvana Soru 21/05/2014 a 20:41

    Bravo! Le musiche sono molto belle!!! Continua così ….Silvana da carloforte

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