Francesco e Gramellini, un Buongiorno da buonanotte alla ragione

L'attacco di Gramellini, vice direttore de La Stampa, a Francesco non centra il problema: o, forse, lo centra troppo e difende altri interessi

Massimo Gramellini attacca papa Bergoglio

Massimo Gramellini attacca papa Bergoglio

Roma. Un mio amico virtuale ha scritto proprio sul suo profilo Facebook “Quando capisci che stai facendo bene? Quando Gramellini ti attacca”: il vicedirettore torinese, mentre riempie di complimenti il governo che smantella paese & democrazia repubblicana, si muove contro il Papa che, più di ogni altro personaggio pubblico, lotta contro i sistemi che nel mondo proprio non stanno funzionando e, anzi, danneggiano le persone.

IL VESCOVO – L’opinione di Gramellini sarebbe rispettabile, in quanto opinione, se si fondasse sulla verità delle cose: critica Francesco perché è troppo vescovo di Romasottovalutando il particolare che quando apre bocca non è il vescovo che parla ma il Papa”. Smontare questa frase non richiede una laurea in scienze religiose, perché tutti quelli che sono stati a catechismo in terza elementare sanno che il Papa è Papa perché vescovo di Roma: a rigor teologico, se smettesse di comportarsi da vescovo di Roma smetterebbe anche di essere Papa. Essere vescovo di Roma comporta il sedere sulla cattedra di Pietro, l’essere erede del capo del collegio degli Apostoli; quindi solo in quanto vescovo di Roma il Papa è a capo della Chiesa universale e sovrano di uno staterello che consente ancora indipendenza di espressione al Pontefice.

SCOMODO E VEROFrancesco ha commesso due errori: si batte per gli ultimi, come chiede il Vangelo, e non guarda ai potenti che mette in difficoltà, come faceva Gesù. Insomma, questo Papa rischia di stufare perché, incredibilmente, si comporta da cristiano. Per i nostri politici e per la casta regnante della repubblica (pseudo)parlamentare, era molto più semplice dialogare con gli inflessibili pontefici dei “valori non negoziabili” che con un Papa guidato dalla Misericordia: a guardare al mondo con amore c’è il rischio che ci scappi una ramanzina per il ben poco amore che stiamo dimostrando.

Francesco, vescovo di Roma fin dal primo giorno

Francesco, vescovo di Roma fin dal primo giorno

L’ATTACCO SOTTO LA CINTURAGramellini è ben conscio dell’inconsistenza di una critica a un vescovo che sta solo facendo il suo mestiere e che, cambiando stile rispetto ai predecessori, diventa scomodo per i poteri civili: così colpisce basso in chiusura, ricordando – sul tema del disagio abitativo – le case sfitte del Vaticano. Anche il vicedirettore de La Stampa cade nel fossato come uno scribacchino qualunque, preferendo il luogo comune popolare al dibattito serio: sa che toccando quel tasto, può sollevare le emozioni e spegnere i cervelli. Ciò che fanno ogni giorno Grillo e Salvini, insomma.

FRANCESCO TIRA DRITTO – Come dimostrano le odierne voci sulla sua salute, Francesco ha nemici ben più in alto di Gramellini che, dopotutto, è solo l’amplificatore mediatico delle esigenze altrui. Se non lo smuove troppo l’assalto delle destra conservatrice interna, figuriamoci quanto può essere preoccupato dalle opinioni di Gramellini. Il problema, invece, si pone per il popolo cristiano, abituato a il vicedirettore, a ritenerlo credibile, perché incarna quel buonsenso – un po’ radical-chic – di noi che ci opponevamo a Berlusconi, purtroppo mischiato con il supporto a coloro che oggi si schierano contro la democrazia, al fianco di Renzi: la vera preoccupazione è per chi legge e, leggendo, incomincia a pensare che davvero il Papa dovrebbe fare più il Papa e meno il vescovo, mentre è sei secoli che aspettiamo qualcuno, a Roma, che faccia meno il Papa e più il vescovo, un ruolo del quale la Chiesa ha davvero bisogno. E noi pure.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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