Fotografandoci: sogni, tragedie e speranze del popolo italiano

Brigitte Bardot a Cortina
Brigitte Bardot a Cortina

Volti, manifestazioni di massa, tragedie edeventi sportivi. Sono i soggetti principali della rassegna fotografica allestita al Complesso del Vittoriano di Roma fino all’11 dicembre 2011. L’esposizione, a ingresso gratuito, racconta sessant’anni di vita italiana attraverso gli occhi dei fotografi dell’ANSA, la più grande agenzia di stampa del Paese, con un mostra “Fotografandoci”. Si tratta di una selezione di alcune centinaia di foto scelte tra gli oltre 4 milioni e mezzo di immagini raccolte negli archivi dell’agenzia, dagli anni ’40 ad oggi, tra grandi eventi, costume e cronaca.

Le fotografie presenti sono incise nella memoria collettiva e rinnovano emozioni dimenticate. Sono particolarmente rappresentative di un periodo storico, scandito decennio per decennio con l’ introduzione di un’immagine femminile simbolo di quegli anni e da un testo a firma di un testimone dell’epoca: da Anna Magnani e Giulio Andreotti per gli anni ’40, alla signora della tv Nicoletta Orsomando e Alberto Arbasino per i ’50, agli anni ’60 con Mina e Gianni Morandi, gli anni ’70 con Nilde Jotti ed Ettore Scola, gli anni ’80 con Rita Levi Montalcini e Giorgio Armani, gli anni ’90 con Maria Rosaria Costa vedova Schifani e Gustavo Zagrebelsky, fino al nuovo millennio con Federica Pellegrini e Carlo Azeglio Ciampi.

Lo spazio espositivo è ben allestito e, per evidenziare ancora di più il contrasto tra un decennio e l’altro, sono stati utilizzati dei colori diversi come una sorta di “fasce temporali” che scorrono lungo la superficie delle stanze. Si inizia con il colore verde degli anni ’40, per passare all’arancione degli anni ’50, all’azzurro degli anni ’60, al blue degli anni ’70, al giallo degli anni ’80, al verde scuro degli anni’90, fino al rosso degli anni 2000.

soldato americano con donna romana

Da segnalare in particolar modo, per gli anni ’40, la fotografia di un soldato americano in compagnia di una donna romana, i bombardamenti di Cassino e la tragedia di Albenga. Per gli anni ’50, invece, in rilievo ci sono le immagini della morte del bandito Salvatore Giuliano, una donna con il bambino messi in salvo durante l’alluvione nel Polesine e Anna Magnani che si prepara un caffè dopo aver ricevuto la notizia del Premio Oscar. Per gli anni ’60 troviamo Pasolini durante le riprese de “Il Gobbo”, il Presidente Kennedy in trattoria a Roma e i Beatles a Milano. La manifestazione per la legalizzazione dell’aborto, la strage di Brescia a Piazza della Loggia e il pic nic domenicale in una cava di amianto vicino Torino, sono invece le immagini più belle degli anni’70. Per gli anni ’80 ci sono la strage di Bologna e la strage del disastro aereo di Ustica. Le immagini degli ultimi anni, ’90 e 2000, riguardano soprattutto i mondiali di calcio, il Giubileo e la politica berlusconiana.

Un mostra ricca, entusiasmante, ideata proprio con lo scopo di far viaggiare il visitatore tra sogni, sofferenze, speranze e tragedie degli italiani. Alcune immagini sono molto crude, ma sono affiancate da altre più ludiche, così da non rendere troppo pesante e drammatica l’esposizione. Raccontare l’Italia, il suo genio e le sue contraddizioni, le gioie e i dolori della sua gente è il vero giornalismo di cronaca che deve attenersi ai fatti e che, senza le immagini, sarebbe incompleto, parziale. E’ un’esposizione che vale davvero la pena andare a vedere, ancor di più se si pensa che è gratuita.

 Chiara Campanella

Foto via photofinish.blogosfere.it; giroma.it; osservatoriofotografico.com;

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