Forza Italia 2.0: un partito già al capolinea?

Berlusconi

Silvio Berlusconi (ilcalibro.com)

Quelle che stiamo vivendo sono ore terribili per il governo italiano, molto probabilmente le più difficili della Seconda Repubblica per le inconsuete modalità con le quali si è prospettata la crisi dell’esecutivo e la difficoltà oggettiva di trovare nuove vie d’uscita. La mossa di Berlusconi, che con un coup de théâtre ha “imposto” le dimissioni ai suoi ministri, oltre a portare nuovamente il paese sull’orlo del baratro, rischia di stroncare sul nascere Forza Italia 2.0 sulla quale lo stesso Cavaliere aveva puntato per una rinascita del centrodestra italiano.

«Non aderirò a Forza Italia» – Con queste parole la dimissionaria Beatrice Lorenzin, ormai ex ministro della Salute, e Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali del governo Letta, hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della linea di partito e di coloro che, al momento, sono  affianco al Cavaliere. «Tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato» – ha affermato la Lorenzin. Dal canto suo Quagliariello, parlando al festival del Diritto, ha sottolineato -  «Io le dimissioni non ho avuto nessuna remora a darle però è evidente che se si fa in una sede in cui a discutere sono alcuni esponenti di un partito, senza il segretario, quel partito è geneticamente modificato: a questa Forza Italia non aderirò». Ed anche Alfano, nel pomeriggio si è espresso sull’accaduto dopo le parole di Sacconi che lo invitava ad essere interprete del malcontento crescente all’interno del Pdl. «La mia lealtà al presidente Berlusconi – ha affermato il segretario – è longeva e a prova di bomba. Oggi la  lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente “berlusconiano”».

La rottura – Le dichiarazioni dei tre sono indubbiamente rivolte ai “falchi, che ieri ad Arcore, hanno spinto un Berlusconi, ormai incapace di distinguere la sua storia personale da quella politica, a ritirare l’appoggio a Letta e a quel governo delle “larghe intese” che lo stesso Pdl aveva faticato a mettere in piedi, costringendo i proprio parlamentari e ministri alle dimissioni. I nomi sono noti: Bondi, Verdini, Santanchè e Ghedini, loro gli ideatori del nuovo blitz berlusconiano che, a quanto pare, avrà effetti catastrofici all’interno del centrodestra. Ieri, era stato per prima Cicchitto a manifestare la propria disapprovazione nei confronti di una scelta presa senza tenere conto dei pareri del segretario di partito e dei presidenti dei gruppi parlamentari.

Angelino Alfano

Angelino Alfano (formiche.net)

Un partito al capolinea – Quanto accaduto ha portato alla luce i problemi presenti all’interno del partito del cavaliere che rischiano di compromettere la vita dello stesso. La contrapposizione tra “falchi” e “colombe” ha, infatti, raggiunto picchi elevati provocando un’insanabile frattura. Le sorti dell’esecutivo sono state decise senza chiamare in causa coloro che di quel governo hanno fatto parte attivamente e che sono pilastri del Pdl, dunque stravolgendo le regole che sono alla base di qualsiasi formazione partitica. E’ vero, il PdL o FI (come lo si voglia chiamare in questo momento) sono incarnazione di Berlusconi e da sempre, sono state le sue scelte e le sue decisioni a prevalere su tutto, ma non è mai mancato il confronto, il dialogo, il dibattito. Questa volta lo smacco è stato molto grave e sarà dura ricucire la ferita. Si vocifera che al Senato, oltre ai già individuati “dissidenti siciliani” vi siano altri pidiellini pronti a dare la fiducia ad un Letta-bis. Ma aldilà degli equilibri interni al partito, non è da sottovalutare l’impatto che queste scelte e gli attacchi al vetriolo delle ultime ore tra gli stessi esponenti del Pdl, avranno sull’elettorato. Come valuteranno gli elettori un partito che con “responsabilità” aveva dato vita ad un governo di larghe intese e con altrettanta “irresponsabilità” lancia il paese nel vuoto? La carriera politica di Berlusconi è ormai finita e bisognerà scegliere se farsi guidare o meno dai suoi seguaci, incapaci fino ad ora di splendere di luce propria e di seguire una linea univoca. La nuova Forza Italia 2.0 potrebbe dunque fare la fine delle cosiddette “isole effimere”, quelle che, nate dopo una forte eruzione vulcanica sottomarina, si inabissano perché erose dall’acqua.

Alessandra Pelle

Foto: ilcalibro.com; Formiche.net;

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Una risposta a Forza Italia 2.0: un partito già al capolinea?

  1. avatar
    F.Bitossi 01/10/2013 a 21:50

    Mi sa che non hai capito molto di quello che è successo. Entra nei motivi e negli scopi del governo Letta, governo nato esclusivamente per continuare l’operazione Prodi cioè svendita delle migliori aziende nazionali. Non vedo interesse giornalistico sul gravissimo intervento fatto da quella caricatura d’uome di Schultz, un intervento che dimostra come noi italiani non siamo più in grado di fare scelte politiche se non quelle dettate e programmate dagli speculatori europei serviti dal governi Monti e da quelli della nostra sinistra che ancora una volta si dimostra ostile nei confronti del proprio paese. Come si può permettere una cosa simile? E’ ora che nasca un movimento di resistenza come quello contro il nazismo.

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