Nonostante le accese polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Monti a proposito della presunta “monotonia” del posto fisso, prosegue senza sosta l’attività di Elsa Fornero in favore di una riforma del marcato del lavoro che possa rilanciare l’Italia sul piano dello sviluppo economico. Il ministro del Welfare ha dunque in programma in questi giorni una fitta agenda di incontri e appuntamenti per valutare il da farsi. Parola d’ordine: fare in fretta. Del resto, ci sono anche vincoli europei cui adempiere il prima possibile.
Al termine degli incontri fissati per la giornata di ieri, la Fornero ha quindi ribadito alla stampa «la piena determinazione a realizzare una riforma incisiva nel volgere di poche settimane». Per questa ragione, malgrado la volontà di trovare un’intesa con le parti sociali sia molto forte, il ministro si è detto pronto avanti il suo progetto anche laddove il consenso dei sindacati non dovesse arrivare.
Punto focale della discussione è ovviamente l’articolo 18. In particolare, il ministro ha confermato l’intenzione di abolire la norma sul reintegro dei lavoratori nei casi di crisi aziendale. Una delle possibili soluzioni potrebbe essere quella di sostituirla con un’indennità. E se il presidente di Confidustria Emma Marcegaglia non ha esitato ad esprimere il suo apprezzamento per le proposte del governo tecnico in materia, i sindacati hanno ulteriormente sottolineato le proprie perplessità.
E’ in particolare la leader della Cgil Susanna Camusso a escludere ogni eventualità di accordo in merito all’articolo 18: c’è apprezzamento nei confronti dei ripetuti tentativi di dialogo ma nessuna volontà di dare il via libera ai licenziamenti. Secondo la Camusso, infatti, il vero problema dell’Italia è l’occupazione e sarebbe solo su quest’argomento che bisognerebbe attualmente concentrare risorse e energie.
Su un punto, però, governo e parti sociali sono concordi: il rilancio del nostro Paese può passare solo attraverso un aumento dell’occupazione.
Mara Guarino
Foto homepage via: mondopoliticablog.com
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