Formula 1, i team ripensano al budget cap

Monisha Kaltenborn, primo team principal donna della Formula 1, è favorevole al budget cap

Londra – La crisi economica mondiale che sta mettendo a dura prova l’Europa sta convincendo anche le scuderie di Formula 1 a pensare di adottare una soluzione per diminuire i costi di gestione. A distanza di tre anni dalla proposta di Max Mosley, allora presidente della Fia, si torna a pensare alla possibilità di introdurre un budget cap, un tetto massimo di spesa imposto dal regolamento che tutti i team del Circus iridato dovranno rispettare. L’allarme per la sopravvivenza della classe regina del Motorsport arriva proprio da Jean Todt, attuale numero uno della Federazione, che ha recentemente affermato come se entro tre anni il Circus non ridurrà i costi del 30%, molti team saranno costretti ad abbandonare il mondo delle competizioni. Nonostante nel 2009 furono parecchie le scuderie che bocciarono prematuramente la proposta, Todt sembra aver ritrovato il favore della maggior parte dei componenti della griglia di partenza. Monisha Kaltenborn, attuale direttore della Sauber, ha recentemente dichiarato ad Autosport che sarebbe disposta a firmare, a patto di non imporre un tetto troppo basso: «Siamo convinti che possa essere una scelta azzeccata e credo che questa soluzione possa rendere il nostro sport ancora più eccitante. Non si dovrebbe abbassare troppo l’asticella rispetto ad ora, almeno in un primo momento».

Chi ha sorpreso il mondo della Formula 1 è stato proprio Ross Brawn che con la Mercedes, a differenza di tre anni fa, sembrerebbero essersi dimostrati entusiasti della proposta: «Nessuno vorrebbe spendere più del necessario per avere una monoposto competitiva e credo che tutti vorrebbero vedere una riduzione delle spese – ha spiegato il team principal della casa tedesca – Da quando sono nel mondo della Formula 1 non è mai stato trovato un modo di ridurre i costi tramite delle modifiche al regolamento tecnico».

Di differente parere è Eric Boullier della Lotus, che ha mostrato tutte le sue perplessità sulla questione, lasciando campo ad altre possibili soluzioni: «Si può operare in tre modi: con il budget cap, introducendo delle nuove norme nei regolamenti tecnici e sportivi, oppure applicando l’Rra (Resource Restriction Agreement)».

Eleonora Ottonello

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