Formula 1, GP Stati Uniti-pagelle: Hamilton, gangster del vecchio west

«Tutti contro Vettel». Hamilton aiuterà Alonso anche in Brasile?

Austin (Stati Uniti) – Penultima gara dell’anno di questo campionato 2012 di Formula 1, un rendez-vous dal sapore agrodolce che porta gli appassionati della categoria a quella che sarà in assoluto la loro settimana più lunga, quella che li separa dal conoscere il nome del campione del mondo di questa stagione, per capire chi alla fin fine la spunterà tra Sebastian Vettel e Fernando Alonso.
La settimana delle gufate dove, chi da una parte e chi dall’altra, si armerà dei più impensabili cornetti rossi portafortuna, chi si affiderà alla fede, anche se certe volte non basta nemmeno quella, e chi interpreterà ogni possibile segno come un messaggio del destino. Se di quello che capiterà in Brasile avremmo tempo di parlarne la settimana prossima, abbiamo lasciato la gara di Austin con un Lewis Hamilton famelico, gangster del vecchio west che con il coltello tra i denti ha deciso che quella corsa andava vinta, e così è stato. Conferme, delusioni e novità nelle nostre pagelle del GP degli Stati Uniti.

Lewis Wild Bill Hamilton, voto: 10 - La dura legge del Far West si abbatte su Austin. Se proviamo a chiudere gli occhi e col pensiero andiamo a uno di quei film sul genere dei pistoleri di fine ’800 tra attacchi alle diligenze e ai treni e carovane di pionieri che andavano all’ovest cariche di nuove speranze. Hamilton è stato il vero cowboy di questo fine settimana che sul podio, ride e scherza cercando di stemperare un po’ la palpabile tensione tra i suoi colleghi di podio, Vettel e Alonso. L’anglo caraibico della McLaren, è velocissimo fin dalle qualifiche, è stato l’unico che in gara è stato in grado di contrastare il tedesco della Red Bull che sorpassa con un sorpasso da manuale sul rettilineo che premia la maggiore velocità della McLaren, col coltello tra i denti. Il massimo dei voti per quella che potrebbe essere l’ultima vittoria con le frecce d’argento, prima di passare alla Mercedes nel 2013, e perché no, provare a vincere con la scuderia tedesca.

Il cappello da cowboy sul podio, voto: 9 - Il ritorno della Formula 1 nel nuovo continente non poteva essere salutato in altro modo, se non nel più tradizionale american style. Ai tre piloti che sono saliti sul podio, anzi che il classico berettino della Pirelli è stato consegnato un cappello da cowboy, di colore nero, tenuto sulle teste per tutto il cerimoniale. È stato un po’ come ritrovarsi sul podio con Wayne e Walker Texas Ranger, alla faccia di chi dice che il mondo della Formula 1 è fin troppo serioso.

Felipe Massa, voto: 8 - Dopo una lista nevralgica di gare incolore, quello che veniva definito per antonomasia il soldatino, ti tira fuori la gara che non ti aspetti. Bestia sacrificata di casa Ferrari, nel pre-gara, per giusta causa, il brasiliano non si perde d’animo, trova il giusto ritmo e riesce a essere quasi più veloce di Alonso, finendogli alle spalle. La retrocessione in griglia di partenza per ordine di scuderia lo costringe a partire undicesimo ma recupera sette posizioni a suon di sorpassi. Welcome back (si spera), Felipe!

GP degli Stati Uniti, voto: 7 - Si è parlato tanto di questo Circuito delle Americhe, l’ennesimo tilkodromo bistrattato dai tifosi e invece quella che è andata in scena ieri è stata una gara entusiasmante, ricca di battaglie e sorpassi con due piloti come Vettel ed Hamilton, a giocarsi la vittoria finale, letteralmente fino all’ultimo respiro. E se in pista la lotta c’è stata, non si può dimenticare la cornice di pubblico che ha salutato il ritorno della Formula 1 negli States: quasi trecentomila presenze in tre giorni non sono un caso. E poi c’è da chiedersi perché Bernie Ecclestone stia già pensando a un’ulteriore tappa nelle Americhe.

Alonso VS Vettel sul podio texano, voto: 6 - O sei dentro o sei fuori e forse dopo Austin, nonostante l’esasperato mostrato ottimismo, lo spagnolo della Ferrari inizia a pensare al peggio in chiave mondiale con tredici punti da recuperare su Vettel, in una gara. Ha tenuto il toro per le redini, ha evitato che il tedesco anticipi di una gara il terzo titolo della carriera ma nella sua testa non era abbastanza. A dimostrarlo le immagini del podio che hanno messo in scena una guerra di nervi, degna del più feroce scontro tra pistoleri sotto il sole di mezzogiorno di un caldo far west: i duellanti per l’iride non si guardano, evitano ogni possibile contatto. Meno male che a stemperare la situazione c’era Hamilton.

Lotus, voto: 5 - La presenza nel box di Patrick Dempsey, il Dr. Derek Shepherd nella serie tv Grey’s Anatomy, e di Matt LeBlanc, Joey della serie Friends, non sono bastate. Dopo la vittoria di Raikkonen ad Abu Dhabi, sinceramente ci si aspettava una gara diversa per le due Lotus. Se il finlandese riesce comunque a chiudere ancora una volta a punti dimostrando una continuità impressionante, il francese a causa dei soliti errori dettati da troppa foga e nervosismo lo fanno cadere nella fossa dei leoni.

Il distacco di Alonso dai primi due, voto: 4 - Pat Fry, papà inglese della F2012, ha ammesso come il Cavallino Rampante sia riuscito a centrare l’obiettivo che si erano prefissati, ossia tenere aperto il campionato piloti fino all’ultima gara. Tanti tifosi si saranno detti che probabilmente era meglio che questa lenta agonia si consumasse completamente ad Austin, del resto quali possibilità ci sono a Interlagos? Alonso in Texas è giunto a fine gara staccato di 40 secondi dai primi due e se questa è l’effettiva forza degli aggiornamenti che il Cavallino Rampante porta regolarmente in pista, in Brasile nemmeno un miracolo può essere utile.

Sfilata di VIP ad Austin: da Patrick Dempsey a Matt LeBlanc, da Ron Howard a George Lucas

Le lamentele di Vettel, voto: 3 - Vettel VS Karthikeyan atto II. Dopo che già a inizio stagione aveva insultato, sempre a causa di un doppiaggio, il pilota indiano definendolo un cetriolo, il tedesco ci casca un’altra volta che per scusarsi col team per essere stato magistralmente superato da Hamilton si lascia scappare via radio «È stata colpa di Karthikeyan!». Qualcuno gli ha spiegato che il tempo della scuola materna è finito?

La scelta Ferrari di retrocedere Massa, voto: 2 - Probabilmente una delle poche scelte giuste che ha fatto il team del Cavallino Rampante in questi ultimi mesi. Si è rivelata la decisione migliore in termini di campionato, forse anche per Massa che ha tirato così fuori una grinta inaspettata. È da apprezzare per il fatto che sia stata detta la verità senza fare falsi moralismi, una decisione che in ogni caso è destinata a far parlare, ancora, soprattutto nel caso Alonso riesca ad aggiudicarsi quello che i tifosi non vogliono dire.

Stella Bruno e la poltroncina di Alonso, voto: 1 - C’è chi pensa meno male che il prossimo anno la Formula 1 passa a Sky, ma come faremo senza i nostri super eroi di Raisport? Idolo del fine settimana questa volta è l’affidabile Stella Bruno che nel pre-gara, in uno degli inutili collegamenti dettato da Mazzoni, inizia a descrivere in modo dettagliato la poltroncina, sullo stile di quelle che si trovano sulle vetture da corsa, sulla quale si stava rilassando Fernando Alonso. Per la serie: quelle cose della Formula 1 indispensabili da sapere.

Eleonora Ottonello

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