Formula 1, Anonymous attacca il sito web del GP del Bahrein

Dalle ore 17.00 il sito della Formula 1 e quello del GP del Bahrain sono fuori uso

Sakhir (Bahrain) – Il gruppo hacktivista Anonymous, come del resto aveva annunciato già la settimana scorsa con un comunicato stampa, è riuscito a bloccare il sito web ufficiale della Formula 1 e quello del GP Bahrein, un’azione che ha anticipato rispetto al 22 aprile, giorno in cui si correrà la corsa di Sakhir e data in cui il gruppo avrebbe voluto mandare in black out le home page dei due portali.
Il gruppo ha oscurato i siti www.f1.com e F1-racers.net, invitando a boicottare il Gran Premio per protesta contro la repressione dei diritti civili nel paese: dalle ore 17 di oggi pomeriggio per gli internauti rizulta impossibile accedere al sito ufficiale del grande circo della Formula 1, gestito dalla Fom, di proprietà di Bernie Ecclestone.

Anonymous, come si legge sulla pagina hackerata, ha deciso di schierarsi a favore del popolo bahrenita costretto a soccombere sotto il fuoco della polizia bahrenita e per la quale anche Amnesty International è scesa in campo contro la corsa. «Per oltre un anno il popolo del Bahrain ha combattuto l’oppressione del regime del re Hamad bin Al Khalifa – ha scritto il gruppo hacktivista – Ci sono stati omicidi in strada, percosse, torture, gas lanciato nelle abitazioni, rapimenti e distruzioni ad opera della polizia. Il regime resiste a ogni riforma e continua a brutalizzare la popolazione, la situazione è tragica e peggiora ogni giornoe per questo il GP del Bahrain andrebbe boicottato, perché garantisce profitti importanti al regime, che ha promesso di sparare sugli oppositori: hanno già iniziato punizioni di massa e continueranno».

Infine c’è anche un appello alla liberazione di Abdulhadi Alkhawaja, attivista e in primis operatore umanitario in sciopero della fame da oltre settanta giorni: «Liberate lui e gli altri prigionieri e fermate l’uso di gas lacrimogeni sul popolo. Non ha commesso alcun crimine ed è punito dal regime solo per aver invocato il rispetto dei diritti umani per la popolazione».

Eleonora Ottonello

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