Foo Fighters – Medium Rare

Periodo quanto mai prolifico per la band capitanata dal prode Dave Grohl. Meno di un mese fa abbiamo recensito il nuovo disco di inediti dei Foo Fighters, il bellissimo Wasting Light, decantandone le qualità e la potenza. Un disco destinato, secondo noi, a diventare un caposaldo nella discografia della band, forse il migliore mai prodotto dalla stessa.

Oggi ci troviamo a recensire un’altro album della band, questa volta una raccolta di cover, la maggior parte già apparse come b-sides di vecchi singoli o in colonne sonore, eccezion fatta per due canzoni, la cover dei Thin Lizzy di Bad Reputation e This Will Be Our Year degli Zombies.

 

Ci troviamo di fronte però non ad un’opera scontata, ma all’ennesima dimostrazione che attualmente i Foo Fighters sono (forse) la realtà più importante nel panorama rock mondiale.

Innanzitutto il disco è senza dubbio una prelibatezza gustosa per i palati degli aficionados della band, che si trovano in mano il secondo album dei Foo Fighters nel giro di un mese, composto da rarità sparse nella carriera della band, qui finalmente ordinate e facilmente accessibili.

Tutti coloro che invece (come chi scrive) apprezzano le qualità della band, senza tuttavia stravedere per la loro musica, in passato forse troppo orecchiabile, rimarranno piacevolmente sorpresi. I Foo Fighters dimostrano infatti di essere degli ottimi musicisti e di non aver raggiunto per caso la popolarità: la band conosce perfettamente la storia del rock e di dimostra di saper rivisitare i classici. Affrontare mostri sacri come Pink Floyd o Cream potrebbe far paura a molte band, specialmente ai giorni nostri, dove molti nuovi fenomeni musicali vengono creati ad arte, finendo per sgonfiarsi e sparire dalla circolazione dopo poco tempo. I Foo Fighters invece danno prova di saper affrontare senza timori reverenziali anche i nomi più illustri della storia del rock e del punk, con personalità e tecnica.

Punti di forza del disco sono, senza ombra di dubbio, la cover live di Baker Street, classico di Gerry Rafferty, ed una pregevole Have a Cigar dei Pink Floyd con Brian May alla chitarra in veste di guest e Taylor Hawkins che lascia momentaneamente il seggiolino della batteria per fornire una prestazione vocale arrabbiata. Ottime anche la lunga versione live di Young Man Blues e la già citata Bad Reputation dei Thin Lizzy.

Un disco che si lascia ascoltare con piacere, consigliato sia agli amanti dei Foo Fighters che ai semplici amanti del rock con gli attributi. I Foo Fighters dimostrano di saper affrontare i classici con personalità, senza sfigurare, e dimostrano il loro grande valore (mai messo in dubbio) e la maturità finalmente raggiunta. Per chi ancora non lo sapesse, la band si esibirà dal vivo in Italia il prossimo 15 giugno, al Rock in Idrho (arena concerti della fiera di Milano a Rho). Segue la tracklist.

 

1) “Band on the Run” (Wings)

2)”I Feel Free” (Cream)

3)”Life of Illusion” (Joe Walsh)

4)”Young Man Blues” (Mose Allison: live at Austin City Limits)

5)”Bad Reputation” (Thin Lizzy )

6)”Darling Nikki” (Prince and The Revolution)

7)”Down in the Park” (Gary Numan and Tubeway Army)

8)”Baker Street” (Gerry Rafferty; live @ BBC Radio 1 Evening Session, 30 Aprile 1997)

9)”Danny Says” (Ramones cover Feat. Greg Bissonette)

10)”Have a Cigar” (Pink Floyd cover Feat. Brian May)

11)”Never Talking to You Again” (Hüsker Dü; live,Amburgo, Germania, 1  Dicembre 2002)

12)”Gas Chamber” (Angry Samoans; live @ BBC Radio 1 Evening Session 30 Aprile1997)

13) “This Will Be Our Year” (The Zombies)

Alberto Staiz

Foto| via http://blogs.989therock.com

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