Follia a Montecitorio. Insulti e accuse, la maggioranza è nel pallone

La Russa applaude ironicamente Dario Franceschini

ROMA – Giornata di tempesta ieri a Montecitorio. L’ennesimo tentativo di far passare il processo breve, per salvare Berlusconi dai guai giudiziari, ha scatenato l’ira dei contestatori fuori e dentro l’aula della Camera. La manifestazione era stata organizzata dal Partito Democratico e dall’Italia dei Valori e in molti sono accorsi a criticare aspramente il governo. «Vergogna», «mafiosi» e «dimissioni» sono stati gi slogan più usati.

I manifestanti, però, sono riusciti ad arrivare a pochi metri dall’entrata dell’aula. È qui che si verificano alcuni fatti dubbi:

Nonostante che la polizia fosse a conoscenza della manifestazione, nessun poliziotto presente era in tenuta anti-sommossa e nessuna misura cautelare è stata presa. La tensione politica è molto elevata e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, avrebbe dovuto predisporre un’organizzazione migliore. Per questo molti rimproveri sono piovuti proprio sul ministro Leghista, sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

Il ministro La Russa, come ha dichiarato il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini, non ha preso alcuna precauzione durante la sua uscita da Montecitorio. I manifestanti, lo hanno accerchiato, impedendogli di proseguire verso la macchina che lo attendeva. La dichiarazione di Franceschini ha poi scatenato la scenata isterica del ministro, rientrato in aula, che ha portato alla sospensione della seduta. Lo stesso discorso vale per l’onorevole Santanchè, che è stata oggetto del lancio di monetine, come successe a Bettino Craxi. Entrambi sono volti molto noti, spesso sono in televisione.

Possibile che nel luogo per eccellenza della democrazia italiana, il Parlamento, possano succedere questi eventi?

Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati

Intanto si aspetta la decisione in merito al «vaffa…» scagliato da La Russa al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nonostante il tentativo di ricucire lo strappo, Fini ha detto che l’offesa è stata rivolta «all’istituzione» da lui ricoperta e per questo verrà vagliata l’ipotesi di un provvedimento disciplinare, probabilmente il divieto di voto per 15 giorni.

A lasciare interdetti sono anche i dubbi sollevati da molti parlamentari sul comportamento del ministro della Difesa: «La Russa ha cambiato pusher» ha detto Fabio Granata di Futuro e Libertà, mentre dalla trasmissione Exit, Luigi De Magistris ha dichiarato: «Sembrava drogato o ubriaco».

Dal terzo polo è arrivata la richiesta di dimissioni. Ma le critiche non sono arrivate solo dall’opposizione. «Non ci rappresenta, non siamo così» dichiarano alcuni esponenti del Pdl. Il sottosegretario del Pdl, Corsetto, ha accusato Daniela Santanchè di aver fatto surriscaldare gli animi in piazza.

Quello che emerge è un caos enorme. Accuse e rimproveri risuonano in aula. L’imbarazzo è visibile sui volti dei ministri Alfano e Frattini, presenti per la votazione. Certo è che anche a Silvio Berlusconi non è piaciuto il gesto di La Russa. La credibilità del governo è molto diminuita.

Nicola Gilardi

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