Fiumicino: in arrivo i primi indagati per l’incendio al Terminal 3

Gli inquirenti stanno valutando la posizione di alcuni responsabili della manutenzione e l'adeguatezza del sistema antincendio dell'aeroporto di Fiumicino

fiumicinoAd una settimana dal terribile rogo che paralizzò l’aeroporto di Fiumicino, riducendo in cenere il Terminal 3, le indagini hanno portato all’iscrizione dei primi nomi sul registro degli indagati. Gli inquirenti stanno difatti valutando la posizione di alcuni operai e responsabili della manutenzione dell’impianto di riscaldamento e di condizionamento dell’area, il cui malfunzionamento avrebbe provocato l’incendio.

LA RICOSTRUZIONE DEGLI EVENTI – Secondo le prime ricostruzioni difatti, la scintilla sarebbe partita da un climatizzatore portatile, utilizzato nel locale di servizio “E9″ per raffreddare un quadro elettrico che spesso andava in surriscaldamento. A tale conclusione sono arrivati il procuratore Gianfranco Amendola e il sostituto Valentina Zavotto, grazie alle immagini delle telecamere interne in cui si vedono gli operai arrivare con il condizionatore portatile ogni volta che scattava l’allarme per il quadro elettrico.

INDAGINI AMPIE – Al momento le indagini procedono per incendio colposo, con il pubblico ministero che si avvarrà della consulenza di due tecnici, un esperto in materia antincendio e uno in sicurezza sul lavoro. Tuttavia, l’attività degli inquirenti è destinata ad allargarsi notevolmente. La Procura di Civitavecchia sta difatti valutando l’adeguatezza del sistema antincendio dell’aeroporto di Fiumicino. Le rilevazioni dei tecnici avrebbero difatti rilevato l’assenza di porte tagliafuoco e di sistemi automatici a pioggia, oltre ad un numero insufficiente di estintori, rilevatori di fumo e sensori di segnalazione di calore.

E LA SALUTE DEI DIPENDENTI? – Un altro aspetto, tutt’altro che secondario, dell’indagine affronterà il rispetto delle norme di sicurezza e di tutela sia dei lavoratori della struttura che dei passeggeri. I dipendenti dell’aeroporto sono in agitazione da giorni, preoccupati per il loro stato di salute. «Per giorni – ha dichiarato a Il Messaggero Guido Lutraro della Usb – si è lavorato al T3 senza alcuna certezza. Le analisi sono state svolte nel pomeriggio dell’8 maggio e i risultati sono datati 11 maggio. Eppure – ha proseguito – i lavoratori delle ditte del pulimento, della ristorazione, degli handler sono stati messi al lavoro alle 14 del 7 maggio».  Una preoccupazione manifestata anche da diversi addetti al check-in, che hanno denunciato diversi casi di malore dovuti all’attività lavorativa all’interno del Terminal. Per molti di loro la diagnosi sarebbe stata di “faringodimia”, una sorta di faringite acute collegata anche all’inalazione di sostanze irritanti.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: twitter.com/tg2rai

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