Fisica: scoperto il bosone di Higgs

È arrivata l’ufficialità. Nella conferenza stampa in corso a Ginevra, il Cern annuncia la definitiva scoperta della cosiddetta “particella di Dio”, ossia il bosone di Higgs grazie al quale ogni cosa ha una massa, e particella determinante per spiegare le moderne teorie sull’Universo. L’esistenza della particella era stata prevista 48 anni fa, ma ancora mai confermata.

I dati, accolti da un applauso fragoroso, sono stati presentati dagli esperimenti Cms, coordinato dall’americano Joseph Incandela, e Atlas, coordinato dall’Italiana Fabiola Gianotti. Entrambi indicano con un margine di errore vicino allo zero che il bosone di Higgs ha dimensioni comprese fra 125 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ossia pesa fra 125 e 126 volte più di un protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo.

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«È davvero difficile non essere eccitati davanti a questi risultati», ha dichiarato il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. «Lo scorso anno avevamo annunciato che nel 2012 avremmo scoperto una nuova particella del tipo di quella che era stata ipotizzata e cioè il bosone di Higgs, oppure avremmo escluso l’esistenza del Modello Standard. Con tutta la cautela necessaria al caso a me sembra che siamo arrivati a un punto di svolta: l’osservazione di questa nuova particella indica la strada per il futuro attraverso una sempre più dettagliata comprensione di ciò che abbiamo visto nei dati rilevati dagli esperimenti».

Alberto Staiz

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