Milano – Questa volta è toccato a Milano. Dopo Cortina, Portofino e Roma, nella notte gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate, accompagnati da funzionari dell’Inps hanno controllato le zone più frequentate del capoluogo lombardo. Via Vittorio Pisani, i Navigli, corso Como, corso Garibaldi, Chinatown: le ispezioni sono partite alle 19 e hanno riguardato indistintamente bar, pub, pizzerie, per un numero complessivo che si aggira tra i 150 e i 200 locali. Oggetto della verifica: scontrini e posizioni dei dipendenti (contributi e tipi di contratto). Le metodologie usate sono state le stesse dei precedenti blitz: ispezioni dirette nei locali e controllo delle automobili di lusso, con posti di blocco che hanno fermato diverse vetture (tra cui una Porsche Panamera); chiesti i documenti a bordo, gli agenti hanno quindi registrato i dati e li hanno inviati alle Agenzia delle Entrate.
In attesa dei risultati dell’operazione, che si sapranno in giornata, arrivano le prime polemiche: gli esercizi colpiti si chiedono come mai loro si ed altri no, così come parecchi ristoratori, i quali non capiscono come mai non sono stati toccati anche i negozi.
A Cortina dopo i controlli i negozi incassarono il 400% in più e furono trovati molti finti poveri con auto di lusso. A Roma si registrarono 190 violazioni e furono multati un negozio su due. Cosa dovremo aspettarci ora da Milano?
Tommaso Tavormina
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