Firenze. Corteo antirazzista per ricordare i due senegalesi uccisi

Due partecipanti al corteo di Firenze

FIRENZE – E’ un pomeriggio triste quello che vive oggi la città di Firenze, in cui le luci di Natale sembrano brillare di meno perchè velate dalla tragedia che martedì si è consumata nel mercato di piazza Dalmazia. Sotto i colpi di Gianluca Casseri, il 50enne pistoiese di simpatie neonaziste, sono caduti Mor Diop e Modou Samb, due ambulanti senegalesi di 54 e 40 anni, e sono proprio loro oggi ad essere ricordati in un lungo corteo che sta attraversando le vie della città medicea.

Da circa mezz’ora la testa del corteo è arrivata in piazza Santa Maria Novella, ma la gente che ha partecipato è talmente numerosa che qualcuno ancora attende di partire dal luogo della carneficina, piazza Dalmazia, da cui il serpentone ha preso il via verso le 14,30. Tra i presenti il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, Rosy Bindi, Pierluigi Bersani, il sindaco rottamatore Matteo Renzi e il presidente della Regione Toscana, ma è stata soprattutto la gente comune, di ogni età, ceto sociale e colore a volersi stringere oggi intorno alla memoria di Mor e Modou.

Tutti i messaggi lanciati, sia dai rappresentanti istituzionali che dai semplici cittadini, sono stati un richiamo alla necessità di porre un freno al dilagare del razzismo e della violenza verso chi è ‘diverso’. Bersani ha detto: «Bisogna avere una reazione sul piano culturale e civile perchè siano bloccati immediatamente i rigurgiti di tipo razzista. Occorre chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, reprimendo con severità i fenomeni di terrorismo razzista».

Molti hanno sfilato con cartelli e slogan, accomunati da alcune parole d’ordine ricorrenti: libertà e dignità. Massiccia la presenza della comunità senegalese, che ha portato le gigantografie dei due uomini uccisi insieme alle foto delle loro famiglie, lasciate in Senegal per venire in Italia a cercare di offrire loro un futuro. Samb, hanno detto alcuni suoi amici, aveva una figlia di 13 anni che non ha più visto dalla nascita.

Le oltre duemila persone raccolte in piazza Dalmazia verso le 14,30 sono divenute molte di più lungo il percorso, circa 10.000 secondo alcune fonti, unite sotto l’egida dello striscione d’apertura («No alla cultura dell’Odio») e molte con una una fascetta rossa in segno di lutto.  Tra i partecipanti anche rappresentanti  dei centri sociali e della sinistra radicale, il Cpa Firenze Sud, il Movimento di Lotta per la Casa, gli Unicobas e aderenti al Movimento no-Tav.

Laura Dabbene

foto repubblica.it

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