“Firebirth”: il ritorno dei Gotthard

La copertina del disco

I Gotthard sono una realtà rilevante e ormai consolidata all’interno del panorama hard rock europeo. Esordiscono nel 1992 e raggiungono una grossa popolarità tra gli amanti del rock duro, diventando la band più importante nella madrepatria Svizzera e guadagnando un seguito fedele e corposo in particolare in Germania, Giappone e Italia. La carriera di questa band, ormai tra le più importanti in Europa dopo vent’anni di onorata carriera e 9 album in studio all’attivo, stava per essere bruscamente interrotta il 5 ottobre 2010, quando un tragico incidente stradale nel Nevada ha posto fine alla vita di Steve Lee, cantante e frontman della band svizzera.

Il gruppo, capitanato dal chitarrista Leo Leoni, ha deciso di non sciogliersi, scegliendo Nic Maeder come nuovo cantante e chiudendosi in studio per registrare il decimo album, intitolato Firebrith, che esce oggi nei negozi.

La ricetta è sempre la stessa: hard rock di grande fattura e groove, alternato a dolci ballate; grandi assoli e arrangiamenti ritmici corposi, e grande lavoro alle voci. Steve Lee era un dotatissimo cantante e frontman. Nic Maeder sorprende per la somiglianza di timbro vocale con il suo illustre predecessore. Il tempo dirà se possiede anche il medesimo carisma. Intanto ci godiamo questo nuovo Firebirth, dove i Gotthard dimostrano per l’ennesima volta le loro qualità.

Il giro blues di Starlight apre il disco, precedendo l’entrata in scena del cantato di Maeder, come precedentemente scritto, somigliante in maniera sorprendente con quello di Steve Lee. Un brano robusto e potente in perfetto stile Gotthard, così come la successiva Give Me Real, forse ancora più massiccia.

Remember It’s Me è la prima, intensa ballata di questo disco, mentre Fight è rocciosissima, sostenuta da un imponente muro di chitarre, da un basso trascinante e da un assolo preciso ma selvaggio. Yippie Aye Yay è un rock duro ma orecchiabile, perfetto per un rock party selvaggio o per essere cantata a squarciagola al volante della propria macchina in un caldo pomeriggio d’inizio estate.

Nic Maeder

Tell Me è la seconda ballata del disco, più pianistica rispetto alla precedente, e dotata di una grande atmosfera, anche se in generale ci troviamo di fronte ad una canzone qualitativamente inferiore a Remember It’s Me. Shine è un buon rock radiofonico, mentre la successiva The Story’s Over torna a pestare il pedale dell’overdrive, con batteria che distribuisce colpi compatti e basso che macina note che pulsano nel petto.

Right On è un pezzo massiccio costruito attorno ad un riffone dal vago sentore bonjoviano. S.O.S. è un’altra legnata hard rock senza compromessi, ottimamente arrangiata e dal groove massiccio e trascinante. Take It All Back è una semiballata con inserti distorti sullo stile di Shine: ottimo rock radiofonico da sottofondo.

Segue I Can, una bordata massiccia che farà muovere i capoccioni di molti rockers. I watt diminuiscono definitivamente per lasciare spazio alle note di Where Are You, emozionante ballata dedicata al compianto Steve Lee, che chiude il disco malinconicamente con un bellissimo tributo al compagno che non c’è più.

Un ottimo disco in perfetto stile Gotthard: massicce bordate hard rock alternate a dolci ballate, come da ricetta consolidata nel tempo dalla band elvetica. Musica sempre di qualità altissima e una nota di merito per il nuovo singer Nic Maeder che non fa rimpiangere, almeno tecnicamente, il compianto Steve Lee. Una produzione eccellente ed un’esecuzione precisa e compatta dimostrano la volontà dei Gotthard di proseguire una carriera di successo, nonostante le disgrazie che hanno colpito la band recentemente. Un buon disco che, pur senza canzoni destinate a diventare immortali, ben si inserisce tra i capitoli più felici della discografia della band e sancisce il gradito ritorno di una grande band. I fan italiani potranno nuovamente gustare dal vivo i Gotthard in ben due occasioni nei prossimi mesi: al Gods of Metal il 23 giugno e all’Alcatraz di Milano il 25 novembre. Alzate il volume e godetevi il rock di Firebirth.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews