Fiorella Mannoia canta inediti per “tutto il Sud del mondo”

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Fiorella Mannoia

Roma – ‹‹Umana prima che musicale››. Così Fiorella Mannoia racconta e si racconta parlando dell’esperienza emotiva che ha vissuto preparando il suo ultimo album di soli inediti, Sud, da domani nei negozi.

Il disco è dedicato al Sud del mondo. ‹‹Ho maturato l’idea del disco dopo aver letto il libro di Pino Aprile. Terroni – ha raccontato Mannoia all’agenzia di stampa ANSA.- Sono rimasta scioccata dal fatto che quello che abbiamo letto nei libri di scuola è lontano da quello che è veramente successo intorno all’Unità d’Italia. Volevo nel mio piccolo fare qualcosa per ridare al Sud un po’ della dignità che le era stata tolta. Poi naturalmente lo sguardo si è allargato a tutto il Sud del mondo, a tutti quei paesi saccheggiati, violati e abbandonati a se stessi come l’Africa, terra di conquista per eccellenza. ‹‹Non pretendo di cambiare le cose, ma cercare attraverso la musica di rappresentarne la gioia, la disperazione, la nostalgia, e la migrazione dei popoli››. Per Fiorella, ‹‹l’educazione, la cultura fanno paura››. E a proposito che il fatto che il Sud resti arretrato, Mannoia sentenzia ‹‹ci hanno mangiato tutti, la politica, la religione…››. ‹‹Il Sud è ucciso dalla criminalità perchè non c’è lo Stato. Basterebbe fermare la corruzione. L’Italia – si sfoga la Mannoia – non è un paese in crisi, è un paese corrotto››.

Secondo la cantante, la canzone-simbolo dell’album è Luce di Luca Barbarossa, scritta con la collaborazione vocale del palestinese Faisal Thaer. ‹‹E’ un pezzo sulla compassione. Il primo verso dice “non c’è figlio che non sia mio figlio”: basterebbe questo per ritrovare questo sentimento ormai perduto››. E ancora: Vuelvo al Sur di Astor Piazzolla, tradotto in italiano; Quando l’angelo vola, cantata didicata a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dall’‘84 all’’87 prima di rimanere ucciso all’età 38 anni. Il pezzo si apre con una citazione dello stesso Sankara, regitata da Gabin Dabiré: ‹‹Noi dobbiamo accettare di vivere africano››.

E poi: Quanne vuo bene, il personale omaggio della cantante alla città di Napoli. La musica è di Andrea Zuppini, il testo di Titina De Filippo. Afferma Mannoia orgogliosa: ‹‹la famiglia De Filippo non ha mai voluto darla a nessuno. Quando hanno saputo che sarei stata io a cantarla, hanno accettato. E’ un onore per me››. Per quanto riguarda l’inflessione napoletana, Fiorella ha spiegato  ‹‹Una amica napoletana mi ha fatto da coach. Si sente che non sono napoletana, ma spero di esserci andata vicina››.

Se solo mi guardassi, invece, è scritta dalla stessa cantante con la musica di Ivano Fossati e Paolo Buonvino. Il tema sono gli “invisibili” d’Italia ovvero, i fratelli stranieri che vivono con noi. Altro componimento testule di Fiorella è In viaggio, dedicato ad una figlia immaginaria: ‹‹Canto le parole che le avrei detto prima di partire per il viaggio della vita. In questo disco la dimensione del viaggio di chi lascia la propria terra è preponderante››.

Altra illustre collaborazione al disco è quella con Frankie HNRG per Non è un film. I due artisti, inoltre, continueranno la cooperazione perché si ritroveranno sul palco per le 8 tappe del tour della Mannoia, in partenza dal 21 marzo. Prima tappa, Napoli. ‹‹Volevo collaborare con lui da molto tempo – dice Fiorella – Non sapevo come fondere i nostri due mondi, ma (Frankie) ha centrato in pieno l’argomento››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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