Fini – Berlusconi: lo scontro finale

Alla Direzione Nazionale del Pdl, si arriva quasi alle mani. I due non se le mandano a dire. Fallito il tentativo di riconciliazione, si medita l’espulsione

di Nicola Gilardi

Silvio Berlusconi

È stato uno scontro frontale quello di ieri fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. I due si sono più volte battibeccati, inscenando un diverbio ai limiti della rissa. In molti se lo aspettavano, la distanza fra i due è sempre stata piuttosto evidente, ma adesso sembra che non ci siano più i presupposti per continuare nell’azione politica.

Nel suo discorso, il presidente del Consiglio, ha accusato i gli uomini di Fini di aver messo in imbarazzo il governo ed ha direttamente detto a Fini: «Se vuoi fare politica, lascia la presidenza della Camera». La risposta aggressiva di Gianfranco Fini non si è fatta attendere: «Sennò che fai? Mi Cacci?». Dal palco, comunque, l’attacco a Fini è stato piuttosto veemente. Sandro Bondi ha fatto ricorso a delle precedenti dichiarazioni del presidente della Camera che criticavano Silvio Berlusconi.

Salito sul pulpito, il presidente della Camera, ha parlato con toni pacati, ma comunque decisi, rivendicando il suo diritto di «pensarla in maniera diversa». Molte volte, poi, ha detto di aver fiducia nel Governo e nella leadership di Silvio Berlusconi, ma ha sollevato alcune punti politici sul quale, ha detto: «Al nord il Pdl rischia di essere la fotocopia della Lega».

Quello che è stato definito «il giorno della verità» non è stato altro che una resa dei conti senza pietà, dove tutto l’astio accumulato nei mesi è stato messo sulla pubblica piazza. Questo non ha, di certo, sanato le posizioni dentro al Pdl e neanche «fatto chiarezza» come chiedeva il presidente della Camera. Scongiurata la creazione di una corrente, Fini, ha rivendicato il diritto a dire la propria opinione «seppur minoritaria», ma che questa non venga sistematicamente derubricata.

A pesare molto, nello scontro politico, è stato il tema dell’immigrazione e della cittadinanza alle seconde generazioni. Il presidente della Camera ha ricordato il patto fondante del partito, che segue la falsariga degli ideali del Partito Popolare Europeo, nel quale il rispetto dei diritti degli stranieri sono una parte fondamentale.

Gianfranco Fini

L’aria dopo la bufera, non è stata tranquilla come ci si attendeva. «Non mi dimetto» ha dichiarato Gianfranco Fini, mentre Berlusconi ha detto: «Fini ha fatto una figuraccia», mentre sui provvedimenti ha detto: «Si allinei o è fuori. Il governo ha i numeri per andare avanti».

La scelta del dibattito pubblico è molto strana. Di solito, come si suol dire: i panni sporchi si lavano in casa. La volontà di rendere pubblica questa frattura, potrebbe essere stato un atto di accelerazione affinché si arrivasse al divorzio definitivo. I discorsi, in alcuni frangenti molto aggressivi, non sono stati volti a sanare la situazione, anzi, alcuni passaggi delle parole di Silvio Berlusconi sono stati addirittura accusatori.

Certo è che la figura di Gianfranco Fini, sembra, non essere più gradita dalla maggioranza del Pdl, men che meno da Silvio Berlusconi, che adesso medita addirittura l’espulsione.

 

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