Finalisti Premio Strega 2015: La sposa di Mauro Covacich

Finalisti Premio Strega 2015, “La sposa” di Mauro Covacich racconta l'attualità e la follia sociale, distruttrice di innocenza e spensieratezza

Premio Strega 2015 (fonte: wired.it)

Premio Strega 2015 (fonte: wired.it)

Diffondere la cultura letteraria, apprezzare il libro come straordinario contenuto di immagini della mente e premiare i talenti del panorama italiano sono gli scopi del Premio Strega 2015, il premio dedicato al mondo della letteratura più prestigioso d’Italia, previsto per il prossimo 2 luglio.

Come ogni anno la rincorsa alla cinquina finale è conclusa e ha visto l’arrivo di titoli di eccelso valore, narranti storie e società diverse ma che, come filo comune, hanno mantenuto l’amore fedele per la letteratura e la voglia di raccontare. Al primo posto della semifinale del Premio Strega 2015 si è classificato La Ferocia, il romanzo di Nicola Lagioia, seguito da La sposa di Mauro Covacich e da Storia della bambina perduta della misteriosa scrittrice Elena Ferrante; il quarto e il quindi posto sono andati rispettivamente a Chi manda le onde di Fabio Genovesi e Come donna innamorata di Marco Santagata.

In attesa di conoscere il titolo del romanzo vincitore del Premio Strega 2015, WakeUpNews affronterà l’evoluzione letteraria attraverso un intenso percorso tra i cinque titoli finalisti, consapevole dell’importanza, ancora di più oggi, della costante e necessaria promozione culturale.

LA SPOSA DI MAURO COVACICH – Non un romanzo, ma un insieme di storie. Questo è La Sposa di Mauro Covacich, un libro che affronta il mondo e la società attraverso fatti che, seppur possano sembrare irreali e, addirittura, surreali, sono realmente accaduti. Un insieme di storie che racconta la reazione di due sconosciuti in un safari umano, di una donna che fa l’autostop travestita da sposa, di un sacerdote in preda ad un incontrollabile vortice di desiderio, di un padre di famiglia e del suo attentato in un supermercato, di un cuore trapiantato pronto a battere di nuovo e di un uomo coinquilino di un branco di lupi.
Stramberie, particolarità, singolarità di cronaca che, apparentemente sconnesse tra loro, mostrano il mondo odierno, spesso perduto dentro vizi e fissazioni e, altre volte, speranzoso e pronto ad esplodere nella fantasia di chi lo ridipinge ogni giorno. Le trame raccontate da Mauro Covacich, marcate da «recessi di una normalità spesso, a ben vedere, fenomenale» come affermano Dacia Maraini e Sandro Veronesi durante la presentazione al Premio Strega 2015, portano poi l’importante peso di raccontare l’intimo dell’autore stesso che, attraverso un flusso di coscienza più o meno marcato a seconda dei casi, esprime se stesso e il suo modo di pensare, caratteristica comune della sua penna ormai attiva dal 1993, anno di uscita di Storie di pazzi e di normali.

VIAGGIO NELLA LETTERATURA DELL’AUTORE – La sposa di Mauro Covacich è composta come una sorta di opera teatrale in atti, in cui ogni battuta e ogni sipario dettano i ritmi variegati della narrazione, in cui si alternano momenti brevi ad attimi più intensi, ritornelli e battute riproposte a spunti innovativi e sorprendenti. È un perfetto viaggio nella letteratura dello scrittore stesso che riecheggia il suo passato di uomo e di scrittore, come afferma lo stesso nella nota finale in cui sostiene che “questo libro è l’ideale continuazione di Anomalie”, per raccontare un’attualità rimaneggiata e rivisitata, variata nelle sue strutture di narrazione e nella sua metodologia di espressione.

La sposa di Mauro Covacich (fonte: lifeisabook.altervista.org)

La sposa di Mauro Covacich (fonte: lifeisabook.altervista.org)

PIPPA BACCA, COGNE, UNABOMBER – La sposa, colei che dà titolo al libro, è Pippa Bacca, l’artista di Trieste che, nel 2008, è partita in autostop per girare il mondo, rigorosamente in abito bianco. Mauro Covavich affronta la tappa in Turchia della donna, l’ultima del suo viaggio, in cui Pippa Bacca è salita a bordo della macchina del terrore, guidata dall’uomo che l’ha violentata e uccisa. Con questo inizio, dai tratti folli e crudeli, Mauro Covavich dà il via alla sua voglia di raccontare e di interrogarsi sull’attualità, sporcata di sangue in modo inaspettato e imprevedibile; la sposa, Pippa Bacca, diventa metafora perfetta di questa ricerca della purezza, proprio grazie alla simbologia dell’abito bianco, assunto come elemento di fiducia e di innocenza, strappato e logorato dalla strada sudicia e crudele.
Accanto il caso dell’artista di Trieste, l’autore esegue un’approfondita narrazione di altri episodi noti, come il caso di Annamaria Franzoni, la mamma di Cogne, o di Unabomber, persone apparentemente comuni, genitori e educatori della prole, macchiati da una follia spaventosa, che mostra il rifiuto e l’incapacità di ricoprire il loro ruolo nella società.

LO STERILE EGOISMO – La sposa di Mauro Covacich denuncia una spaventosa rinuncia all’innocenza, aggredita dalla violenza e dal cinismo che la minacciano dall’esterno ma ne stanno cancellando, anche dall’interno, ogni più profonda traccia, con il rischio di lasciare spazio solamente all’egoismo e all’amore sterile di se stessi, lo stesso che porta alla dissoluzione dell’adulto, ritornato immaturo e infantile e incapace di mostrare il senso del rispetto e del limite alla propria prole. Il mondo visto dagli occhi di Mauro Covacich è un mondo senza innocenza e, quindi, pericoloso perché, senza di essa, il bambino diventa trofeo dei genitori e, al tempo stesso, tiranno della famiglia, pronto a minacciare quegli adulti che hanno abbandonato il compito di educazione per entrare a far parte di una società edonista che ha come uno scopo il godimento senza confini, senza limiti.

La sposa di Mauro Covavich è un libro volutamente provocatorio, che svolge un’importante indagine sociale e aiuta a leggere alcune evoluzioni della quotidianità odierna, in cui i grandi sembrano aver dimenticato il significato della parola ‘adulti’ e i piccoli, abbandonati a se stessi, hanno imparato a cavarsela con le loro forze, anche e soprattutto, quelle brutali.

Alessia Telesca

foto: lifeisabook.altervista.org; wired.it

 

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