Finalisti Premio Strega 2015: La ferocia di Nicola Lagioia

Continua il viaggio di WakeUpNews alla scoperta dei libri e degli autori finalisti del Premio Strega 2015: oggi vi raccontiamo La ferocia di Nicola Lagioia

Nicola Lagioia e la copertina del suo ultimo romanzo, La ferocia (www.cinemavittoria.com)

Nicola Lagioia e la copertina del suo ultimo romanzo, La ferocia (www.cinemavittoria.com)

Continua il viaggio di WakeUpNews alla scoperta dei libri e degli autori che compongono la cinquina dei finalisti del Premio Strega 2015, la premiazione del quale avverrà il prossimo 2 luglio 2015. Oggi vi raccontiamo La ferocia di Nicola Lagioia, edito da Einaudi nell’autunno del 2014 nell’ambito della collana Supercoralli e tra i favoriti per la vittoria del famoso premio culturale italiano insieme a La sposa di Mauro Covacich, Come donna innamorata di Marco Santagata, Storia della bambina perduta della misteriosa Elena Ferrante e Chi manda le onde di Fabio Genovesi. Bisogna dire però che, nonostante la notorietà, il Premio Strega è anche soggetto ormai da anni a dure polemiche: quello che gli si rinfaccia è lo strapotere e il controllo che le grandi case editrici hanno sui giurati, a scapito di un allargamento “popolare” della giuria – considerando anche che i cosiddetti “Amici della domenica”, in origine gli abituali frequentatori di casa Bellonci, dove è nato lo Strega, hanno un’età media un pochino alta e sono rieleggibili -.

LA FEROCIA DI NICOLA LAGIOIA – La ferocia è apparentemente la storia del completo disfacimento della famiglia Salvemini, una potente famiglia barese di cui il capofamiglia, Vittorio Salvemini, è il fondatore della Salvemini Edilizia, una impresa di costruzioni che gode di forti appoggi e protezioni illecite, una impresa che non si fa scrupoli ad aggredire il territorio costruendo abusivamente in Italia e nel mondo e su terreni infarciti di rifiuti tossici. Vittorio Salvemini è un uomo corrotto, traditore, che sfrutta i quattro figli – sessualmente e psicologicamente – e che, per mantenere negli anni la ricchezza e i privilegi conquistati, deve costantemente ricattare ed essere ricattato. È circondato da personaggi quali galoppini, funzionari statali, giornalisti, politici locali e nazionali, medici, magistrati tutti contemporaneamente vittime e carnefici e strumenti più o meno consapevoli nelle sue mani. È sposato con Annamaria, una donna fredda e calcolatrice, opportunista e arrampicatrice, che non si ribella ai tradimenti del marito pur di non perdere i privilegi che gli intrallazzi di lui le hanno fatto ottenere.

La cementificazione selvaggia è uno dei temi de La ferocia (www.greenstyle.it)

La cementificazione selvaggia è uno dei temi de La ferocia (www.greenstyle.it)

Poi ci sono i figli: Ruggero, il figlio primogenito, studioso e riservato, diventa primario nel reparto di oncologia e viene coinvolto suo malgrado nelle malefatte del padre. Clara, sposata con Alberto – un ingegnere che lavora nella ditta del suocero e che non si accorge, o non vuole accorgersi, dei tradimenti della moglie – una donna sfuggente, lunatica, attaccata in maniera morbosa al fratellastro Michele, traditrice e viziosa, invischiata in traffici loschi, adorata dal padre: all’inizio del libro la troviamo nuda e insanguinata, di notte, sulla statale che collega Taranto a Bari. Poi, la mattina, scopriamo che è morta: è stata ammazzata? Si è suicidata? In città le voci circolano veloci e si rincorrono: la famiglia parla di suicidio, ma la gente non crede ai Salvemini e sussurra che la donna sia stata uccisa per chissà quali affari legati al padre e che il suo rapporto morboso col fratellastro c’entri qualcosa con la sua morte.

E veniamo al fratellastro, Michele, il figlio illegittimo, nato dal rapporto di Vittorio Salvemini con una donna che ha tanto amato ma che è morta partorendo questo figlio: prima un bambino abbandonato a se stesso, poi un ragazzo fragile, sospettoso e rancoroso, costretto a frequentare gli studi psichiatrici, l’unico che cercherà di far luce sulla morte della sorellastra. Un uomo in bilico: in bilico tra l’essere  e il non essere un membro della famiglia Salvemini, in bilico tra la normalità e la follia – che poi cos’è la normalità? -, in bilico tra un rapporto ossessivo e morboso e un rapporto naturale e normale con la sorellastra Clara. Infine, Gioia, l’ultima figlia, appassionata di nuove tecnologie e anche lei, come Clara, con una pessima reputazione.

RIFLESSIONI SUL ROMANZO –  La ferocia è il clima emotivo che domina tutto il romanzo: è un romanzo “feroce”, in tutti i sensi che il termine suggerisce. Lo scenario è quello dei nostri giorni, delle tangenti e delle bustarelle a politici, magistrati e funzionari statali. È quello della corruzione, della cocaina e della prostituzione d’alto bordo. È quello del meridione con la sua borghesia arricchita che cementifica selvaggiamente, infischiandosene dei rifiuti tossici o dei terreni franosi. È lo scenario del Meridione, della Puglia in particolare e specchio dell’Italia tutta.

Quello che si indaga nel romanzo non è tanto la morte di Clara, quanto la sua vita. Ne è una prova il fatto che l’unico a cercare di scoprire che cosa sia successo a Clara sia proprio Michele, il fratellastro con cui Clara si riconosce e col quale stringe un’alleanza contro la sua stessa famiglia; Michele indaga sulla morte della sorellastra non con la ragione, bensì con i suggerimenti del suo istinto e delle sue emozioni, avendo come spirito guida proprio quello di Clara morta, perché anche se la sorella non c’è più fisicamente , Michele può sentirne la forma dentro di sé, la forma viva, che gli suggerisce cosa fare e dove cercare.

Un altro elemento fondamentale nella trama del romanzo è la presenza costante degli animali. Per spiegarla, usiamo le parole dello stesso Lagioia: «Da una parte questo – la presenza costante degli animali nel romanzo ndr – nasce dalla considerazione che non siamo soli sulla Terra: […] non solo non siamo gli unici, ma siamo anche tra gli ultimi arrivati. […] Noi siamo limitati: il nostro realismo non esaurisce la realtà. Infatti ci sono suoni che non percepiamo, ci sono colori che non vediamo; se ci affidassimo ai nostri strumenti percettivi avremmo una visione limitata delle cose. Gli animali vengono a dirci che la verità che tu hai tra occhi, bocca, tatto e ascolto è solo una minuscola parte della realtà. Inoltre gli animali non fanno cose che gli uomini fanno e viceversa: l’uomo, però, a differenza degli animali, ha il libero arbitrio. Ciò significa che un gatto, anche il più addomesticato, se vede un topo lo insegue per mangiarlo, senza poter fermare in alcun modo questo cerchio di violenza innata. Noi invece abbiamo la possibilità di disinnescare l’istinto di prevaricazione che ci farebbe sbranare gli uni con gli altri. Ci sbraniamo sì gli uni con gli altri, ma non continuamente. Abbiamo dei momenti di discontinuità, che sono anche i nostri momenti di salvezza».

La stessa riflessione che troviamo nelle pagine del romanzo: «Viviamo in un mondo selvaggio, in un mondo spietato e feroce, ma siamo, non tanto per scelta o per volontà, ma per grazia, capaci ogni tanto di sabotare quest’istinto. E questo è l’unico elemento di speranza in un mondo che, altrimenti, sembrerebbe non averne».

La falena è uno degli animali che compare nel romanzo La ferocia (www.naturameditarreneo.com)

La falena è uno degli animali che compare nel romanzo La ferocia (www.naturameditarreneo.com)

CONCLUSIONI –  La ferocia, si diceva, è uno dei favoriti per diventare il romanzo vincitore del Premio Strega 2015: a mio parere, però, con qualche riserva. Al di là delle polemiche sul voto e sui giurati “comprati”, è da notare che la fascetta del premio su un romanzo diventa elemento fondamentale per l’acquisto del romanzo stesso. In altre parole, la vittoria dello Strega fa salire alle stelle le vendite in libreria del romanzo vincitore durante tutto il corso dell’estate. Ciò succede perché il lettore medio, al contrario del lettore specialista che il Premio lo critica, vede nella fascetta su cui c’è scritto “Vincitore Premio Strega” un elemento fondamentale per fare di quel testo un libro che vale la pena di leggere, solo perché lo fa sentire parte di un mondo di lettori che legge quello che si deve leggere nella stagione estiva 2015.

In ogni caso, come ci ha dimostrato lo stesso concorso negli anni passati, oltre a far parte di una determinata casa editrice – per la cronaca, stando alle statistiche che vanno dal 1947 al 2014, per ventitré volte ha vinto un autore che ha pubblicato con Mondadori, tredici volte un autore che ha pubblicato con Einaudi, quindi seguono Rizzoli (dieci), Bompiani (sette), Feltrinelli (quattro), Garzanti (tre), Longanesi (due) – bisogna anche portare in concorso un  romanzo da premio, che sia cioè leggibile, vendibile e facile per un pubblico medio. E La ferocia ha molti pregi ma non certo quello di essere di facile lettura. Come ha notato infatti Pippo Russo, sociologo, saggista e giornalista, prima di poter “leggere” La ferocia bisognerebbe decodificarlo. Ecco qualche passo del romanzo in cui la scrittura di Lagioia appare un tantino artificiosa, per non dire oscura e incomprensibile, insomma, un puro esercizio di stile alla maniera della vecchia retorica:

«Non era molto oltre la trentina, ma non poteva avere meno di venticinque anni a causa dell’intangibile rilasciamento dei tessuti che trasforma la sveltezza di certe adolescenti in qualcosa di perfetto».

«Il grossista aveva l’aria di chi è convinto di non aver superato il confine che taglia in due l’aspettativa di vita, né di correre il rischio in futuro».

«Gli errori si erano accumulati nel vuoto spazio primordiale dove le biografie vengono scritte prima che il debole inchiostro degli eventi le renda attive e comprensibili».

 «Alto e abbronzato, in abito di lino tagliato su misura, stringeva tra le labbra una smorfia soddisfatta che nessun sarto avrebbe ricondotto a una tradizione più vecchia di dieci anni».

E infine: «Dare all’amato ciò che non si ha e ritrovare nel nulla che si riceve il troppo che non sia ricompensabile».

CHI È NICOLA LAGIOIA - Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. Dirige “Nichel”, la collana di narrativa italiana della casa editrice romana Minimum Fax. È una delle voci di Pagina3, la rassegna stampa culturale di Radio 3. Con la Minimum Fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001) e con la Einaudi Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (2009).

Mariangela Campo

@MariCampo81

Nicola Lagioia,La ferocia, 412 pp., €19.50, Edizioni Einaudi (Supercoralli), prima ed. settembre 2014

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