Finalisti Premio Strega 2014: La vita in tempo di pace

Francesco Pecoraro racconta il tempo di pace della borghesia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi: una " silenziosa guerra di tutti contro tutti"

Premio Strega 2014Continua il viaggio di WakeUpNews alla scoperta dei libri che concorrono per l’assegnazione del Premio Strega 2014. Dopo Il desiderio di essere come tutti, Lisario o il piacere infinito delle donne e Non dirmi che hai paura, oggi vi presentiamo La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro.

LA VITA IN TEMPO DI PACE – Per questo libro la critica ha speso decine e decine di pagine, alcune suggellandolo come il Grande Romanzo Italiano, altre denigrandolo. Il romanzo narra la storia dell’ ingegnere Ivo Brandani, un sessantanovenne arrabbiato col mondo ma profondamente attaccato alla vita, disilluso, nevrotico e ossessivo, che è sempre vissuto in tempo di pace: «Ivo Brandani era perseguitato dal senso della catastrofe. La vedeva in ogni iniziativa di trasformazione della realtà, in ogni edificio (che può crollare), in un aereo in volo (che può precipitare), in un’automobile in corsa (che può sbandare), in una presa di corrente (che può andare in corto), in una pentola sui fornelli (rischio di incendio), in un bicchiere d’acqua (che può rovesciarsi), in un uovo fresco (che può rompersi): tutto ciò che sta in piedi può cadere, tutto ciò che funziona può smettere di farlo. Anzi, prima o poi avrebbe smesso di farlo, questo era sicuro».

IL VIAGGIO DEL DISFACIMENTO (LUNGO UN GIORNO) – Quando il libro comincia l’ingegner Brandani si trova all’interno dell’aeroporto di Sharm el-Sheik e, mentre aspetta di salire sull’aereo che lo riporterà in Italia, le sue elucubrazioni mentali gli faranno ripercorrere, a ritroso, i momenti salienti della sua esistenza: l’impiego come dirigente comunale a contratto, il rapporto iniquo con l’amministratore delegato – e la sua compagna – dell’azienda che lo ha assunto dopo l’università, il passaggio dalla facoltà di filosofia a quella di ingegneria, i soggiorni estivi su un’isola greca, il suo personale e mediocre Sessantotto, l’adolescenza inquieta e arrabbiata, l’infanzia di sfollato a causa della Guerra.

Uomo alla finestra. Immagine disegnata da Francesco Pecoraro

Uomo alla finestra. Immagine disegnata da Francesco Pecoraro

Quando il libro comincia è il 29 maggio 2015 e Ivo lavora come ingegnere per una multinazionale: si trova a Sharm el-Sheik perché sta progettando segretamente una fittizia barriera corallina che possa sostituire quella vera, ormai a un passo dalla “morte” a causa dell’inquinamento atmosferico. Il 29 maggio 2015 è anche il giorno in cui il virus contratto in Egitto dall’ingegner Brandani lo porterà alla morte: ma lui non sa di essere stato infettato.

La struttura del libro, che contiene oltre cinquecento pagine, è divisa in capitoli dedicati esclusivamente al 29 maggio 2015, i cui fatti sono disposti in ordine cronologico dal mattino alla sera, e in capitoli che ricostruiscono la vita del protagonista, dagli anni più recenti fino all’infanzia. Attraverso questa struttura Pecoraro racconta la storia dell’intero popolo italiano dal secondo dopoguerra a oggi: il tempo di pace.

IL TEMPO DI PACE FATTO DI GUERRE – Sette decenni di pace, dunque. Un tempo di pace lacerato fin nelle fondamenta «dalle guerre pubbliche dell’Occidente contro l’Altro» (Lorenzo Marchese) e, privatamente, dalla «silenziosa guerra di tutti contro tutti». Pecoraro descrive, attraverso gli occhi di Ivo Brandani, le contraddizioni della borghesia italiana, che negli anni del boom economico sognava un’era di rivoluzione tecnologica e di potere, una volta realizzata, le si sta rivoltando contro “uccidendo” tutti gli ecosistemi naturali che garantiscono la sopravvivenza sulla Terra, come il progetto della barriera corallina fittizia.

La vita in tempo di pace è un libro pessimista: pessimismo definitivo intriso di darwinismo, contraddistinto dalla volontà dell’autore di dare una certa profondità storica al fallimento dell’uomo che ha vissuto la sua vita interamente in tempo di pace e col mito dell’Occidente: «una guerra senza eroi, combattuta a botte di cocaina, di alcol, di anti-depressivi, di ansiolitici, di sigarette strafumate… pochi gli eroi ufficiali, pochi i monumenti, tutti volutamente anti-retorici, quindi quasi tutti bruttissimi».

Premio Strega 2014

Francesco Pecoraro

LA CONOSCENZA DI «CERTI LUOGHI DI SÈ» AVVIENE ATTRAVERSO L’ESPERIENZA DELL’AGIRE IN MODALITA’ VITA/MORTE – Intervistato da Camilla Panichi, Francesco Pecoraro risponde alla domanda «Che cosa significa vivere in tempo di pace?» raccontando la sua storia. Nato nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, Pecoraro (sessantanove anni anche lui, come il protagonista del suo romanzo) è invecchiato dentro la pace, guardando alla guerra come a una cosa mitica di cui da bambino gli venivano fatti molti racconti, soprattutto dalle donne. Questa memoria  indiretta ha inciso molto su di lui e sulla costruzione della sua idea dell’Italia come un paese perdente.

«Rifiuto radicalmente la guerra, tuttavia ho sempre pensato che l’esperienza dell’agire in modalità vita/morte fosse l’unico vero modo per conoscere certi luoghi di sé». In tempo di pace il conflitto si svolge in maniera lenta, sotterranea, e per tutta la durata della vita non diventa mai esplicito. È una battaglia silenziosa, in cui occorrono astuzia, strategia, opportunismo, lungimiranza. Una lotta che alla lunga può devastare «perché tu hai, o credi di avere, un obiettivo, ma tra te e questo obiettivo ci sono tutte le persone che vogliono la stessa cosa, più tutti quelli che, in modo casuale o intenzionale, interferiranno con la tua azione, contrastandola, annullandola. Così, se non sei attrezzato, finirai in luoghi molto lontani da quelli dove ti eri prefisso di andare. Nell’inferno del tempo di pace non c’è la guerra, ma c’è la violenza».

Cosa è stato vivere settant’anni in Tempo di Pace? In cosa fummo diversi dai padri e dai padri dei padri? Padri, nonni, bis-nonni, su su fino a risalire nel tempo, vissero ciascuno nel proprio mondo ed erano mondi non paragonabili a quello in cui vivemmo noi: mai c’è stata prima una pace così lunga, mai un’accelerazione così forte delle cose, mai gli oggetti si sono così rapidamente trasformati in altri oggetti, mai una instabilità così accentuata…

Mariangela Campo

MariCampo81

La vita in tempo di pace, Francesco Pecoraro, casa editrice Ponte alle Grazie, pp.516, €16,80, edizione eBook €9,99

 

 

 

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