Finale NBA: la sfida infinita

Finale NBA tra BOSTON e  LOS ANGELES: 32 titoli in campo, si comincia giovedì 3 Giugno ore 21.00 (ore 3.00 di Venerdi in Italia) allo Staples Center di Los Angeles

di Federico Bertolotti

Staples Center di Los Angeles

E’ la Sfida con la S maiuscola, la finale desiderata da moltissimi tifosi, ma non così pronosticabile ad inizio Playoff.

Su LA ad Ovest in molti avrebbero (giustamente) messo la mano sul fuoco, ma ad Est i Celtics erano visti come i migliori tra gli outsider, squadra sulla quale scommettere il famigerato “dollaro ignorante”. Il gruppo di coach Rivers avrebbe dovuto lottare ed impensierire Cleveland, ma poi soccombere sotto i colpi di LeBron and company; e invece i biancoverdi non solo hanno demolito i favoriti numero 1 per la conquista del titolo, i Cleveland Cavaliers, ma hanno anche chiuso la pratica Orlando con un perentorio 4-2, ribaltando il fattore campo e ritrovando uno spirito di squadra che richiama molto quello mostrato nella grande cavalcata del 2008, terminata con la vittoria dell’anello ai danni proprio dei Lakers.

Sarà quindi una rivincita per il Black Mamba (Kobe Bryant) che col suo morso letale ha spento le speranze di Phoenix di approdare a gara 7 e giocarsi l’accesso alle finali. 37 punti e alcuni canestri clamorosi nei momenti caldi di gara 6 all’US Airways Center, in cui il nativo di Phila ha letteralmente “Jordaneggiato” portando i suoi ad una finale (la terza di fila) fin qui meritatissima.

Fare un pronostico, soprattutto a questi livelli e quando la posta in gioco è così alta, è praticamente impossibile, quindi proviamo ad analizzare le probabili chiavi della serie che si giocherà al meglio delle 7 partite.

FISHER vs RONDO – Nella sfida tra i due play l’impressione è che il giovane Bostoniano, sempre più un fattore per questi Celtics, abbia la possibilità di incidere molto di più dell’avversario. Il numero 9 di Boston gioca questi playoff sempre al limite della tripla doppia e Garnett, Pierce e Allen sembrano avergli consegnato le chiavi della squadra.

Fisher avrà enormi difficoltà difensive contro la velocità incredibile di Rondo, il quale avrà il compito di non lasciarsi prendere dalla foga e strafare, come ogni tanto ancora gli succede. Il play di Los Angeles però è soprannominato il “venerabile maestro” e dalla sua ha un’esperienza infinita, quindi la zampata del mancino con un tiro allo scadere dei suoi può segnare tutta una serie. L’idea generale è comunque quella che questo duello avrà un impatto enorme sulla serie, soprattutto dopo che il play in giallo-viola ha retto molto bene l’urto nella sfida contro il miglior play della lega, Steve Nash (nei limiti di quanto si possa non subire un talento estremo come quello del Canadese).

 

Rasheed Wallace, Boston Celtics

SUPERSTARS vs SUPERSTARS – Nelle finali normalmente brillano le stelle, e di certo Boston-Lakers è una sfida dove i big non mancano. Kobe Bryant, Pau Gasol e Ron Artest da una parte, Paul Pierce, Ray Allen e Kevin Garnett dall’altra.

Esiste una regola nella pallacanestro: “l’attacco vende i biglietti, ma la difesa vince le partite” e il trio di Boston, guidati da un Garnett tornato a splendere nel firmamento del basket NBA, ha annullato tutti gli avversari fin qui incontrati. Ma esistono anche le eccezioni alla regola e LA ha una quantità di talento offensivo da poter spaventare anche la super difesa dei Celtics. Il Principe di Catalogna (Gasol) è sempre di più un maestro del “Baloncesto” e Kobe da solo ti può vincere non solo una partita, ma probabilmente una serie intera. L’impressione è che nella lotta tra le superstars, i Los Angels Lakers abbiano un leggerissimo margine di vantaggio.

MISTER SIX vs MISTER SIX – In generale sarebbe un analisi tra le due panchine ma, partendo dal presupposto che i vari Robinson, Tony Allen, Farmar e Vujacic non decideranno la partita, anche se alcuni potrebbero avere un buon impatto sulla stessa, gli unici due veri giocatori che possono cambiare il volto dei singoli match e della serie intera sembrano Lamar Odom per i Lakers e Rasheed Wallace per i Celtics.

La capacità di giocare i molteplici ruoli e di leggere i vantaggi della marcatura propostagli dell’ala di Los Angeles ha già segnato molte partite delle serie precedenti, ma i Celtics sembrano più attrezzati degli altri per reggere l’urto. Viceversa la doppia dimensione “dentro-fuori” che è in grado di garantire il califfo Sheed potrà essere un rebus per la difesa di LA, ma qui dipenderà molto dallo stesso Wallace. Se, come successo in passato, porterà al palazzetto il suo “gemello” svogliato l’impatto sarà nullo, altrimenti sarà un’arma fondamentale a favore di Boston.

Sicuramente il sogno di ogni tifoso (per primo Mr. Stern, commissioner e capo assoluto della NBA) sarà quello di vedere una finale risolta in gara 7 da uno dei suoi idoli, e i presupposti per lo spettacolo ci sono tutti. Sarà una sfida tra due filosofie di pallacanestro, quella difensiva e impenetrabile dei Boston Celtics, e quella offensiva e ricca di talento dei campioni in carica di Los Angeles. Non ci resta che sederci sul divano ed ammirare una serie finale che la NBA traformerà nel consueto, imperdibile ed impagabile evento.

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