Finale Ligure, la compagna scarica la vittima: ‘sono cavolate’

Una compagna della ragazza che ha denunciato violenza in una scuola di Finale Ligure fornisce una versione differente e alternativa della vicenda

finale ligure

L’istituto alberghiero Migliorini di Finale Ligure (savonanews.it)

Finale Ligure (Savona) – La vicenda della studentessa violentata all’Istituto alberghiero Migliorini di Finale Ligure, in provincia di Savona, ha fatto discutere ieri e continuerà a farlo. Secondo la denuncia della ragazza sedicenne, quattro suoi compagni di classe avrebbero abusato – ripetutamente – di lei, molestandola e arrivando a violentarla.
Oggi, però, emergono anche altri racconti, delle compagne di classe, che sembrano non andare proprio nella stessa direzione.

LA VICENDA – «In classe siamo una ventina con nove femmine – avrebbe raccontato la ragazza ai carabinieri – È da circa un mese che subisco molestie da parte di quei tre ragazzi: ogni volta che ne hanno l’occasione si avvicinano e cercano di mettermi le mani addosso. All’inizio erano interessati anche a una mia compagna, ma lei ha fatto arti marziali, sa come difendersi e quindi l’hanno lasciata stare».
Una storia tristemente già sentita più volte, che si colora della ripetizione quotidiana, quasi un tormento per una ragazza che non sa come reagire: « Alla fine le molestie sono diventate quotidiane, continue. Nei cambi d’ora e negli intervalli, quando i professori non ci sono. Con i miei genitori non ne ho mai parlato. Mi vergognavo e avevo paura. Mi facevo coraggio e continuavo ad andare a scuola solo perché pensavo che non fosse giusto rinunciarci».

LE ALTRE VERSIONI – Con l’attenzione dei media, però, a Finale Ligure incominciano a spuntare anche altri racconti, paralleli, quasi mai coincidenti. E, quando arrivano da compagne di classe, solitamente solidali, inizia a dipingersi anche una possibilità differente riguardo lo svolgimento dei fatti.
«Mettiamo le cose in chiaro una volta per tutte, all’Alberghiero non è stata stuprata nessuna ragazza – racconta una sua compagna di classe, proprio quella di cui la vittima ha raccontato nella deposizione – è lei che sta raccontando un mucchio di cavolate senza rendersi conto che sta rovinando la vita a quattro ragazzi che non hanno fatto niente».
Frasi che effettivamente scaricano del tutto la presunta vittima,: in un paese com’è Finale Ligure, queste parole pesano più di tutte le inchieste e le dichiarazioni alla stampa, perché rappresentano un sentire comune con il quale, comunque, tutti dovranno confrontarsi.

LE INDAGINI – I ragazzi sono stati affidati a comunità tra Piemonte, Liguria e Toscana: incensurati, per ora non finiranno in carcere.
Se la compagna di classe scarica la vittima, però, bisogna sempre tenere a mente che gli inquirenti di Finale Ligure hanno sicuramente raccolto indizi prima di muoversi: difficile che, avendo reso nota la notizia, si siano limitati alle parole della vittima stessa.
Rimane quindi molto da chiarire ma a Finale Ligure si respira soprattutto aria di fiducia verso chi indaga, nonostante lo stupore che ha colpito il paese. Una posizione che si potrebbe riassumere con le parole del dirigente scolastico del Migliorini, Luca Barberis: «la scuola aspetta in silenzio. Non vogliamo che le parole abbiano un effetto di disturbo nei confronti della magistratura. È doveroso astenersi da qualsiasi commento».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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