Filtri di sigaretta nel naso: li mettono in Cina contro lo smog

Filtri di sigaretta nel naso

Filtri di sigaretta nel naso

Per contrastare gli effetti dello smog, i Cinesi le provano tutte: l’ultima trovata è quella di infilarsi i filtri di sigaretta nel naso, pensando così di trattenere in modo efficace le dannose polveri sottili che stanno avvolgendo la città di Pechino. Ad adottare questa strategia ci prova anche chi ancora non è riuscito a procurarsi la mascherina anti-gas, difficile da reperire in tempi rapidi persino attraverso l’acquisto su internet. A Pechino, Shangai e altre grandi città della Cina ormai prendere una boccata d’aria significa fare il pieno di PM 2,5 (particelle di inquinamento dal diametro di 2,5 micron): un paio di giorni fa le apparecchiature segnavano per queste polveri un valore di 356, cioè 356 microgrammi di Pm 2,5 per metro cubo di aria, quando l’OMS avverte che non bisognerebbe vivere in ambienti che superino il livello 20.

LA MODA DEI FILTRI DI SIGARETTA NEL NASO – Quella dei filtri di sigaretta nel naso sta diventando una moda, che impazza sui social network cinesi. Sul microblogging Sina Weibo, una via di mezzo tra Twitter e Facebook, molti utenti caricano foto in cui sono immortalati con i filtri nel naso. Un’idea “virale”, ma sulla quale bisogna essere molto accorti. Gli esperti interpellati, infatti, come riporta il Changsha Evening News, mettono in guardia dall’adottare questa strategia: la tecnica è inaffidabile e potrebbe essere perfino dannosa, in quanto ostacola l’ingresso dell’aria nelle cavità nasali, con ripercussioni sulla respirazione.

ONDATA DI SMOG -  La coltre di smog di questi giorni è stata talmente soffocante che nelle città di Shanghai e Nanchino sono state addirittura chiuse le scuole. A Nanchino, sabato scorso alcune modelle hanno dovuto indossare, oltre che la collezione di gioielli che mostravano, anche le mascherine anti smog, perché la passerella su cui sfilavano era allestita all’aperto. Sono stati fermati i lavori di alcuni cantieri edili, per evitare che generassero ulteriore polvere, il traffico aereo è stato fortemente limitato per la ridotta visibilità. Non solo, ma pare che da gennaio del prossimo anno, per atterrare negli aeroporti cinesi i piloti degli aerei commerciali dovranno essere muniti dell’abilitazione per l’atterraggio in assenza di visibilità, conseguita attraverso un corso specifico.

250 MILA PERSONE MORTE PER L’INQUINAMENTO – Che in Cina sia allarme rosso per l’inquinamento lo dicono chiaramente i numeri. Uno studio americano commissionato dall’associazione Greenpeace rileva come solo nel 2011 in Cina sono morte 250 mila persone a causa dell’inquinamento, molti bambini sono a rischio e, tra loro, 320 mila già soffrono di asma. Sono state registrate 340 mila visite ospedaliere e sono state perse per malattia più di 141 milioni di ore di lavoro. Insomma, uscire di casa per farsi passeggiate a piedi, nelle principali città cinesi può essere rischioso.

filtri di sigaretta nel naso

Lo smog a Pechino

IL CARBONE, PRINCIPALE RESPONSABILE – In questi giorni di emergenza, è stata anche arrestata l’attività delle centrali a carbone più vecchie. Già, perché il danno maggiore è rappresentato proprio dalla combustione del carbone, usato ancora ampiamente in molte fabbriche e per il riscaldamento delle case. Ogni anno l’industria cinese brucia circa quattro miliardi di tonnellate di carbone, e per vedere un ammodernamento del comparto industriale ci vorranno molti anni.

Il governo cinese è consapevole della gravità della situazione, a marzo il primo ministro Li Keqiang ha detto:  «Non dobbiamo più inseguire la crescita industriale a spese dell’ambiente, perché non è buono essere poveri in una natura meravigliosa, ma non è buono neanche essere ricchi in un ecosistema degradato. E in definitiva respiriamo tutti la stessa aria, poveri, ricchi e governanti».
Intanto, le autorità cinese hanno creduto bene di cominciare dai barbecue della periferia di Pechino: ne hanno sequestrati 500, e hanno motivato l’operazione sostenendo che questi attrezzi contribuiscono a produrre inquinamento. Sarà, ma viene facile chiedersi, in questo quadro grigio, se questo provvedimento rientri tra le priorità.
Nell’attesa di interventi più sostanziali, molti si ingegnano come possono, anche, per l’appunto, infilandosi filtri di sigarette nel naso.

Valeria Nervegna

Foto: frontierenews.it – tecnologia-ambiente.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews