Filippo Penati rinuncia alla prescrizione, una svolta decisiva verso la legalità?

Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano

Milano – Ha deciso di non usare scappatoie politiche. Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano, è indagato dalla Procura di Monza con le ipotesi di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti.  Le accuse per il quale è indagato Penati, assieme al responsabile del settore infrastrutture e finanza di Banca Intesa (oggi denominata Intesa Sanpaolo) Maurizio Pagani, riguardano la riqualificazione delle aree ex Falck e Marelli a Sesto San Giovanni. Ma poiché i fatti contestati a Penati risalgono fino al 2004 dovrebbe essere già intervenuta la prescrizione. Ma l’ex presidente di Provincia, istigato anche dai vertici del Pd, ha dichiarato di non voler evitare il processo.

«Non mi nasconderò dietro la prescrizione – ha dichiarato Filippo Penati in una lettera inviata ai dirigenti milanesi del  Pd – intendo ristabilire il mio onore e intendo farlo non certo evitando il processo ma bensì rispettando le regole all’interno del contesto processuale, fiducioso che il corso della giustizia arriverà a ristabilire la verità. A tutti voglio ribadire che non accetterò, in nessun modo, un esito che lasci dubbi e zone oscure e a tutti voglio garantire che farò quanto necessario perché ciò non avvenga. Ristabilire la mia onorabilità significa per me uscire da questa vicenda senza ombre e senza macchie. Se, al termine delle indagini che sono tuttora in corso, tutto non verrà chiarito, non sarò certo io a nascondermi dietro la prescrizione».

 

Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino

Un chiaro segno da parte del partito democratico di voler voltare pagina e dare all’Italia quella trasparenza e quella classe politica pulita che ora le manca? A sentire i massimi dirigenti del partito l’idea è proprio quella. Nonostante le scappatoie legali orchestrate dal partito della maggioranza per impedire alla magistratura di perseguire la Casta, sembrerebbe che dall’altra parte della barricata ci si muova in senso contrario. E senza aggredire i giudici, come succede sempre più spesso in Italia. «Sono venti anni che in questo paese si registra frequentemente e con protagonisti assai illustri una difesa non nel processo ma dal processo – ha detto Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino, ospite alla festa del Pd di Pesaro –  la rinuncia alla prescrizione va in controtendenza e non può che essere salutata positivamente. Non posso però non ricordare un altro caso che non fu così – ha aggiunto Caselli – va detto che Andreotti non ha mai rinunciato alla prescrizione del reato di favoreggiamento di Cosa Nostra di cui fu accusato».

Penati spiega che ad accusarlo sono stati due imprenditori, ribadendo che le accuse sono però false e parziali. Piero Di Caterina, imprenditore, ha riferito ai Pm le dichiarazioni fatte da Antonino Princiotta funzionario della Provincia di Milan, che gli avrebbe fatto il nome di Penati. «I fatti parlano più delle calunnie di Pasini – ha aggiunto l’ex presidente della Provincia di Milano – non esiste e non è mai esistito, come si è detto, alcun ‘sistema Sesto’ che sarebbe durato o durerebbe per oltre 15 anni». Penati, già indagato nel 1999 per abuso in atti d’ufficio per le bonifiche in un’altra porzione delle aree Falck, quando era sindaco di Sesto ha ricordato come anche all’epoca sia riuscito a dimostrare la sua innocenza: «non trovai espedienti processuali né benefici di leggi ad personam per trascinare il processo fino alla prescrizione: al contrario chiesi il rito abbreviato e nel 2002 fui assolto con formula piena».

Sabina Sestu


Foto: www.politica24.it; www.rovigooggi.it;

Preview: www.archiportale.com

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