Filippine, polemiche mondiali sugli aiuti alla popolazione

Gli effetti del tifone Haiyan sulle Filippine

Gli effetti del tifone Haiyan sulle Filippine

Manila – Onu e Cina sono finite nell’occhio del ciclone (e non è un’affermazione retorica) per gli aiuti alla popolazione colpita dal tifone Haiyan, che ha devastato le Filippine, lasciando dietro di sé una immensa scia di distruzione, e un numero di vittime ancora difficile da quantificare (le fonti ufficiali parlano di circa 1.500 morti, quelle ufficiose di oltre 10.000), ma soprattutto tante, tantissime polemiche.

L’ONU - Le prime “ammissioni di colpevolezza” per quanto riguarda l’azione dell’Organizzazione per le Nazioni Unite è arrivata dalla responsabile delle operazioni umanitarie, Valerie Amos, che ha ammesso come «siamo arrivati al sesto giorno e non riusciamo a raggiungere tutti, e questo ci rende tutti estremamente scioccati». L’attività dovrebbe subire un rapido acceleramento a breve, «entro 48 ore questo cambierà in modo significativo», ma ha anche specificato che «la popolazione è abbandonata in una situazione triste e disperata», in particolare a Tacloban e nella provincia di Leyte, le zone più colpite dalla forza devastante di Haiyan.

LA CINA - «La seconda economia mondiale si sbarazza della sua piccola moneta sull’arcipelago devastato dalla tempesta, è un insulto e una meschineria da parte della Cina». Con queste parole, contenute in un durissimo articolo, la rivista statunitense Time ha condannato la decisione – effettivamente ridicola sotto ogni punto di vista – del governo di Pechino di offrire 100.000 dollari in aiuti al paese asiatico (a fronte di una ricchezza nazionale complessiva di 8.227 migliaia di miliardi di dollari), con una ulteriore donazione, della stessa somma, da parte della Croce rossa cinese. Sebbene infatti Cina e Filippine abbiano all’attivo un contenzioso sul controllo dell’atollo Huangyan (detto anche Panatag o Scarborough nella comunicazione internazionale), ciò non giustifica una tirchieria simile, che infatti ha costretto la Cina a tornare sui suoi passi, e aumentare gli aiuti.

GLI USA - Gli Stati Uniti d’America, le cui relazioni diplomatiche con le Filippine sono di particolare importanza strategica nella regione del Sud-est asiatico, hanno messo in atto una enorme serie di aiuti, con l’impiego della portaerei USS George Washington (333 metri, una stazza di 99.000 tonnellate, di stanza nella base navale di Yokosuka, in Giappone), di altri due incrociatori, della nave ospedale USNS Mercy (che arriverà nelle coste del paese a dicembre), di diversi aerei per il trasporto di medicine e generi di primissima necessità, attraverso un dispiego militare senza precedenti, guidato dal capitano della Us Marine Taskforce, il generale Paul Kennedy.

Stefano Maria Meconi

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