‘Mio figlio è morto e la Apple mi nega l’accesso al suo iPhone’

'Mio figlio è morto e io non posso accedere al suo iPhone perchè è protetto da un codice. La Apple mi nega i suoi ultimi ricordi'. Il padre a La Repubblica

(ilmattino.it)

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È morto di tumore prima di compiere 18 anni.  Dama, un ragazzo originario dell’Etiopia, è scomparso lo scorso settembre, dopo due anni di straziante chemioterapia. La sua vita da adolescente è conservata lì, in quell’iPhone 6, serrato da un codice di sicurezza a cui, suo padre, Leonardo Fabbretti, professionista di Foligno, non vuole arrendersi. E così chiede alla Apple la possibilità di conoscere quelle uniche quattro cifre che lo allontanano dagli ultimi ricordi di suo figlio, ma l’azienda gli nega il consenso.

I RICORDI NEGATI - «Quando guardo quel telefonino spento penso a una porta chiusa, Apple mi sta negando una parte dei ricordi di mio figlio, le ultime foto che ha scattato, le ultime conversazioni con gli amici. E tutto perché non conosco i quattro numeri del codice di accesso». Così il signor Fabbretti, 56 anni, si apre in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica. «Dama era con noi dal 2007, da quando lo avevamo adottato dall’Etiopia – racconta il padre – era orfano e aveva vissuto un anno in strada. Due anni fa gli è stato diagnosticato un osteosarcoma e dopo cicli di chemioterapie e tanta sofferenza, cinque mesi fa ci ha lasciato. Qui nella cameretta ho il suo cellulare e non posso accenderlo, lo trovo così ingiusto».

LA APPLE SI MOSTRA IRREMOVIBILE – «Ho contattato il numero verde. Più volte. Sono stati gentili, hanno aperto la pratica, mi hanno fatto le condoglianze, ma mi hanno detto che serviva il codice di accesso per poterlo accendere. Dama lo cambiava spesso come fanno i ragazzi[…]Ma lui mi aveva dato l’accesso al cellulare con l’impronta digitale, io pensavo potesse bastare quella. Invece una volta spento ho scoperto che bisogna comunque immettere quel maledetto codice. Dentro il suo cellulare ci sono le ultime fotografie che Dama ha scattato: per me sono preziose, sono i suoi ricordi. Non posso accettare che mi siano tolti».

NESSUNA RESA - Fabbretti non ha alcuna intenzione di gettare la sugna e promette che farà causa alla Apple, donando in beneficenza l’eventuale risarcimento: «Continuerò la battaglia per recuperare i dati dell’iPhone di mio figlio, non mi arrenderò. Era anche minorenne, io ho il diritto di accedere a quel telefonino. C’è dentro un po’ della vita di Dama e non voglio che mi sia sottratta così. Mi hanno detto che l’unica operazione possibile è resettare l’apparecchio, ma così perderei i dati, si cancellerebbero i contenuti».

Antonietta Mente

@AntoMente

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