Fiducia sull’Italicum: cosa si direbbe se l’avesse fatto Berlusconi

Berlusconi

In questi giorni di dibattito sull’Italicum alcuni commentatori hanno detto che se la fiducia sulla legge elettorale l’avesse posta Berlusconi sarebbe successo il finimondo. Cosa che invece non è accaduta perché il Governo in questione non è presieduto dal Cavaliere ma dal segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. Tale valutazione non si basa sul nulla. Per rendersene conto basta rileggersi le differenti reazioni alla riforma della Costituzione voluta da Berlusconi nel 2005 e a quella voluta dall’ex sindaco di Firenze. Così chi vi scrive ha deciso di provare a scrivere un finto articolo sulle reazioni alla decisione del Governo non Renzi ma Berlusconi di porre la fiducia sulla legge elettorale. Ovviamente le dichiarazioni che leggerete sono frutto solo e soltanto della fantasia dell’autore.

Parlare di guerra civile è esagerato, ma ormai fra la maggioranza e l’opposizione la rottura è assoluta e non pare possibile tornare indietro. La democratica Simona Bonafè non si è certo risparmiata commentando la decisione shock presa da Berlusconi direttamente nella sua villa di Arcore di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale: «Questa scelta rappresenta l’ignoranza, l’arroganza e la bramosia di potere di Berlusconi. Se i deputati di Forza Italia pensano che noi del Pd lasceremo che la maggioranza continui con questa operazione che va oltre ogni logica democratica si sbagliano di grosso. Non passerà giorno, ora, minuto, senza che il Partito Democratico non proverà a far tornare un minimo di senso democratico in Aula». Non meno dure sono state le parole di Debora Serracchiani: «In un momento storico come questo caratterizzato da una grande crisi della rappresentanza in cui sempre meno italiani vanno a votare Berlusconi ed il centrodestra danno un nuovo motivo agli italiani per restare a casa: non appoggiare una politica sempre più autoritaria. Noi dell’opposizione faremo di tutto per impedire questo scempio e per dimostrare alle persone che c’è ancora qualcuno in Italia che crede nella democrazia».

Berlusconi

Ha voluto dire la sua anche Dario Franceschini: «Ciò che contraddistingue la democrazia dai regimi non democratici non è la forza di chi governa. Anche, se non soprattutto, nelle dittature chi è al Governo può fare quello che gli pare. La caratteristica della democrazia è che le opposizioni, le minoranza, hanno la possibilità di vincere alcune battaglie. Con la scelta di porre la fiducia sulla legge elettorale Berlusconi ha deciso di fare quello che vuole lui senza dare margine di manovra alle opposizioni. È vergognoso, soprattutto considerando che si sta parlando di una legge di competenza del Parlamento e non dell’esecutivo». Durante una manifestazione lampo organizzata dal Popolo Viola è intervenuto anche Andrea Romano che ha parlato chiaro e tondo di «schizofrenia da parte di chi fino a poco tempo fa diceva che le regole si devono decidere insieme e non scrivere a colpi di maggioranza. Dio solo sa quale sarà il prossimo passo. Non solo un Parlamento frutto di una legge elettorale incostituzionale sta riscrivendo le regole, cosa di per sé sbagliata. Ma lo sta facendo anche sotto il ricatto della fiducia. Si può tranquillamente dire che è morto il rispetto delle istituzioni».

Ma le parole più pesanti di tutte sono quelle del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale, in un eccezionale discorso tenuto in diretta televisivo, si è rivolto agli italiani dicendo: «Vorrei riprendere una mia dichiarazione risalente al 2005 quando dissi al Governo che le istituzioni sono di tutti, della maggioranza e dell’opposizione Oggi quel mio appello vale ancora di più».

Si ricorda che tali dichiarazioni non sono vere ma frutto dell’immaginazione dell’autore.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: primocanale.it; quotidiano.net

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