Fiducia nel governo in picchiata: mai così male per Repubblica

letta (wikimedia.org)

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta (wikimedia.org)

Roma – Dotato della più ampia base elettorale, a un mese dal suo insediamento il governo Letta piace a meno di metà degli italiani: questo il risultato di un sondaggio di Ipr Marketing, reso oggi noto da Repubblica. Il quotidiano del gruppo L’Espresso ha paragonato questo dato con quello dei governi precedenti, dopo lo stesso tempo di incarico, e l’ha trovato decisamente meno apprezzato, anche rispetto al governo Prodi del 2006, che poteva vantare un ristretto margine elettorale e su un Parlamento spaccato quasi quanto quello attuale.

I confronti – Il sondaggio mette in evidenza i dati degli ultimi tre governi, dal Prodi 2006 al Monti 2011, passando per il Berlusconi 2008. I dati per Letta non sono incoraggianti: se Prodi vantava il 53% di opinioni positive e Berlusconi addirittura il 59%, Monti aveva toccato quota 62% a un mese dalla fiducia.
Un confronto impietoso per il presidente Letta, che si trova ben al di sotto della sufficienza, con un misero 45%, forse causato proprio dalla vastità dell’appoggio parlamentare, che non sembra essere stato ben digerito da ampie porzioni dell’elettorato.
L’indagine sarebbe stata sicuramente più completa se, in parallelo, si fosse chiesto a chi si esprimeva di ricordare anche il voto alle elezioni, così da ricostruire la distribuzione di questa fiducia all’interno del bacino elettorale dei principali partiti, soprattutto di quelli che ne sostengono l’operato.

Governo 'Letta' (repubblica.it)
La top ten dei ministri secondo Repubblica, con il curioso errore

I dati sul governo – Letta era partito male; il 30 aprile, giorno della fiducia alla Camera, accusava già un’insufficienza: appena il 48% degli italiani apprezzava la scelta del Presidente del Consiglio e della squadra di governo. Un mese dopo, poi, la situazione è decisamente peggiorata, tanto da far calare di 3 punti percentuali l’apprezzamento e far salire della stessa cifra l’opinione negativa, che così ora prevale, cresciuta dal 44 al 47%.
Per i ministri c’è poco da festeggiare: Annamaria Cancellieri (55%) e Emma Bonino (50%) sono le più quotate; tutti insufficienti gli altri, a partire da Alfano (46%) e Lupi (44%), i migliori in quota Pdl. Fuori dai migliori dieci Josefa Idem e Dario Franceschini, che raccolgono un misero 32%. Ciò nonostante, sembrano essere le donne le più quotate in questo governo, tanto da occupare i due gradini più alti del podio, in una classifica molto virtuale. E al 7° posto, con il 39%, c’è anche il ministro all’Integrazione Kyenge, al centro di feroci e insensate critiche razziste nei giorni scorsi.

Il governo “Monti” – Curioso refuso nella grafica di Repubblica, che potete vedere nell’immagine a fianco; nell’articolo è linkata la pagina dei dati, che presenta anche una “classifica” del gradimento dei ministri, che abbiamo analizzato poco fa. Ma il titolo della tabella è eloquente: “La fiducia nei ministri del governo Monti”. Un evidente refuso, a un passo dal lapsus freudiano, per un governo che dai giornalisti di Repubblica è da sempre accostato a quello del professore, sia per continuità politica, sia per l’evidente continuità della maggioranza che lo supporta. Forse questa volta si sono spinti un poco oltre.

 

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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