Festival di Venezia: Miyazaki saluta il cinema. Attesa per Gilliam e Kim Ki-duk

Hayao Miyazaki

Hayao Miyazaki (plus-network.it)

La giornata di domenica al Settantesimo Festival del Cinema di Venezia si è aperta all’insegna di Daniel Radcliffe, perennemente braccato da un’orda instancabile di giovani fans. L’ormai ex protagonista della saga di Harry Potter è stato scelto dall’esordiente regista John Krokidas per interpretare un giovane e ribelle Allen Ginsberg nel film Kill your Darlings, presentato durante le Giornate degli Autori. John Krokidas ci porta alla scoperta dei poeti che sono stati l’anima oscura e profonda dei giovani del ’68. Tutto si concentra tra le stanze della Columbia University e qualche locale di Broadway, lasciando all’ sterno, forse troppo, la tensione sociale causata dalla guerra in Vietnam e i meccanismi che hanno dato vita al movimento della Beat Generation. Il film risulta ben costruito, ma troppo classico e convenzionale, nonostante il tema trattato sia incentrato sul senso di ribellione: troppo interessato al botteghino, piuttosto che a raccontare qualcosa di nuovo e provocatorio.

Per un giovane artista come Daniel Radcliffe che, finalmente libero di vestire panni diversi da quelli di Harry Potter, si prepara ad una nuova carriera, uno dei più grandi autori del cinema d’ animazione, Hayao Miyazaki, annuncia, invece, il suo ritiro. Kaze Tachinu sarà il suo ultimo film da regista. Presentato ieri in concorso, il film è stato accolto positivamente dalla critica: una bellissima storia che coniuga l’amore di un giovane ragazzo per la tecnologia a quello per una ragazza malata di tubercolosi. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, il film è un inno alla pace. Tra i vari ammiratori di Hayaho Miyazaki c’è chi sostiene che non sia il suo più bel film. Resta comunque, per tutti, un’ opera di grande impatto emozionale e visivamente splendida.

Come a tentare di esorcizzare qualcosa che sembra essersi indelebilmente impresso su diverse generazioni di americani, domenica è stato presentato, sempre in concorso, l’ennesimo film sulla morte del presidente Kennedy, Parkalnd, di Peter Landesman.  Il film prende il nome dall’ospedale di Dallas in cui è stato ricoverato Kennedy dopo l’attentato. La storia, più che concentrarsi sul attentato in sé, sposta il punto di vista a ridosso dei margini dell’omicidio Kennedy, fermandosi ad osservare gli effetti di un tale vento sui personaggi della periferia più oscura. Film difficile da gestire, come quasi sempre tutti i film corali: ci offre una panoramica generale, senza avvicinarsi in primo piano a nessuno. Alla fine risulta poco approfondito e inconcludente.

Ultimo film in concorso per la giornata di domenica, Miss Violence, del regista greco Alexandros Avranas, esplora molto da vicino il sottobosco di cruda violenza che si nasconde nella quiete di una famiglia greca, portato alla luce, in maniera estremamente angosciosa, dal suicidio della figlia più piccola proprio nel giorno del suo undicesimo compleanno. Emerge così la figura dell’orco, il nonno, che esercita il suo potere attraverso abusi fisici e psicologici su tutti i membri della famiglia, almeno fino al momento della vendetta. La critica si divide, ma sicuramente è il film shock di questa edizione.

Daniel Radcliffe (alfemminile.com)

Daniel Radcliffe (alfemminile.com)

Oggi, invece, gli occhi del Settantesimo Festival di Venezia sono tutti puntati verso il film di Terry Gilliam. Il suo film, The Zero Theorem è stato presentato oggi in concorso. Vanta come protagonisti niente meno che Christoph Waltz e Matt Damon. The Zero Theorem, racconta la storia di Qoehn Leth, genio informatico incaricato di scoprire la formula che rivelerà il momento della fine del mondo. Ossessionato da questa ricerca, da dubbi filosofici sul senso dell’uomo e della vita, il protagonista trova pace solamente nell’incontro con una donna, interpretata da Melanie Thierry, che, seppur virtuale, tenterà di riportare alla realtà Qoehn Leth. Visionario come tutti i film di Gilliam, The Zero Theorem divide pubblico e critica tra chi lo considera un capolavoro di riflessione sul presente e sull’uso/abuso della tecnologia e chi, invece, lo considera un film mediocre, lento e che mostra tutti i limiti dell’essere stato realizzato con un budget ridotto.

Altro film oggi in concorso, Tom a la Ferme, del canadese Xavier Dolan, ci accompagna in una zona rurale del Quebec, dove Tom si reca per partecipare al funerale del suo compagno, Guillaume. Nessuno conosce Tom e tantomeno i rapporti che lo legavano al defunto, fatta eccezione per il fratello di quest’ultimo, Francis, che instaura con Tom un rapporto perverso, una caccia claustrofobica tra vittima e carnefice, per costringere Tom a non rivelare la verità alla madre di Guillaume. Il venticinquenne regista canadese (giunto al suo quarto lungometraggio), cambia genere rispetto alle sue opere precedenti, passando dal melò al noir, riuscendo ad amalgamare la tensione del thriller con momenti comici, mantenendo comunque alta la tensione attraverso i molti colpi di scena.

Domani, invece, grande attesa per il ritorno di Kim Ki-duk, ultimo vincitore del Leone d’Oro con il bellissimo Pietà, che presenta fuori concorso la sua nuova opera, Moebius.

(Foto: alfemminile.com / plus-network.it)

Sara Tecce

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