Festival di Venezia 2014: va il scena il Sud Italia di Francesco Munzi

Il logo del Festival di Venezia 2014 (labiennale.org)

Il logo del Festival di Venezia 2014 (labiennale.org)

Venezia - Sarà intensa e ricca di emozioni la terza giornata del Festival di Venezia 2014, che continua a strappare applausi e prevede la presentazione di due promettenti film che raccontano il mondo odierno attraverso l’infallibile strumento cinematografico.

LA CRISI DI RAMIN BAHRANI - Il concorso comincia quest’oggi con una vecchia conoscenza del Festival di Venezia: il regista Ramin Bahrani. Attivo dietro la macchina da presa da poco meno di dieci anni, infatti, il regista di origine iraniana ha esordito alla regia nel 2005 con Man Push Cart, presentato proprio alle Giornate degli Autori della croisette veneziana, sulla quale è tornato nel 2008 con il capolavoro della sua carriera Goodbye Solo (aggiudicandosi il premio FIPRESCI), nel 2009 con il cortometraggio Plastic Bag e nel 2012 con il film At Any Price. Quest’anni Bahrani, per la prima volta in concorso, porta a Venezia 99 Homes, un’interessante pellicola ambientata negli Stati Uniti che affronta il tema della crisi economica, concentrando la sua attenzione sul mondo immobiliare e sulla lacerante corruzione che logora tale industria, lasciando trasparire immagine di surreale realtà, ben conosciuta dalla società odierna.

Anime Nere

Anime Nere

IL GIORNO DELL’ITALIA - È anche la volta dell’Italia che, con la pellicola Anime nere del regista Francesco Munzi, già ammirato con gli ottimi lavori Saimir e Il resto della notte, presenta il suo primo film in concorso al Festival di Venezia 2014. Anime Nere è tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco e narra, fedele al libro senza però rinunciare a originalità e variegature narrative, la storia di tre fratelli, nati in Aspromonte da una famiglia di pastori. Il luogo scenografico, straordinario e simbolicamente parlante, è protagonista assoluto della narrazione, la quale assume le fattezze di un western all’italiana e all’interno della quale di alternano le vite dei tre giovani dal passato e dal presente diverso: il fratello più piccolo traffica droga a livello internazionale; Rocco (il secondo genito) fa l’imprenditore finanziato dalla ‘ndrangheta e l più grande, rimasto nella cittadina di Africo, segue la scia familiare e alleva le capre. Francesco Munzi, partendo da un territorio e da un punto d’inizio comune, racconta tre storie differenti, indissolubilmente legate al terra madre ma diverse per l’eticità e l’animo che lega e, al tempo stesso, separa la famiglia, strettamente connessa alla cultura da cui è circondata.

Frederick Wiseman

Frederick Wiseman

PREMIO ALLA CARRIERA PER FREDERICK WISEMAN - La giornata odierna del Festival di Venezia 2014 prevede anche l’assegnazione del primo Leone d’oro alla Carriera al regista e produttore statunitense Frederick Wiseman (il secondo premio alla Carriera sarà assegnato a Thelma Schoonmaker, nella serata del 2 settembre). Il direttore di Boston è noto al mondo soprattutto per la passione verso il cinema documentario indipendente, tanto da esserne divenuto, negli anni, una delle maggiori personalità rappresentative del genere: Wiseman ha alle spalle, infatti, la realizzazione di ben 39 documentari che riprendono, con una struttura narrativa ed un montaggio accurato ed impeccabile, vero marchio di fabbrica del regista, l’evoluzione e i cambiamenti dell’uomo e delle forme sociali da esso create.

STRAVAGANZE E IRONIA FUORI CONCORSO - La ricca quotidianità del Festival di Venezia 2014 prevede poi la presentazione di altri due ottime pellicole Fuori Concorso, ricche di originalità e simpatica ironia. La prima, Im Keller (In the Basement), porta la firma di Ulrich Seidl che, dopo la trilogia Paradise: Love, Paradise: Faith e Paradise: Hope, torna dietro la macchina da presa per comporre un documentario sulla sua terra natia. Il girato, infatti, racconta il rapporto e la convivenza singolare tra la popolazione austriaci e le loro cantine, i loro luoghi seminterrati, mostrando così al pubblico uno spaccato di quotidianità più che mai originale ma che mostra, in questo modo così anticonvenzionale, la vita celata e nascosta di questi freaks odierni, protetti dal buio e dall’oscurità intrinseca dei loro seminterrati.

Im Keller (In the Basement)

Im Keller (In the Basement)

La seconda pellicola Fuori Concorso si colora invece di note e toni decisamente più solari e divertenti: She’s funny that way di Peter Bogdanovich, infatti, riveste i panni di una lineare commedia ambientata a New York, città in cui il protagonista Arnold Albertson (interpretato da Owen Wilson), regista di successo, arriva per dar luce alla sua ultima produzione. Accompagnato dalla moglie, protagonista dello spettacolo, il regista si invaghisce perdutamente di una giovane prostutita, la bella Isabella (Imogen Poots) alla quale cercherà di salvare il futuro coinvolgendola nel mondo della recitazione. Una romantic comedy potenzialmente banale e senza colpi di scena ma che, affidata alle mani esperte di Peter Bogdanovich (di cui ricordiamo, tra gli altri, L’ultimo spettacolo, Directed by John Ford e Paper Moon), azzecca tutti i tempi comici e si arricchisce di citazionismi d’autore.

Alessia Telesca

foto: cinema.leonardo.it; blogs.lesinrocks.com; filmtv.it

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