Festival Internazionale di Storytelling: miracolo culturale romano

La rassegna sul tema “Nascita e Rinascita” della tradizione orale nel nostro paese. L’appuntamento è il Parco dell’Appia Antica dal 1 al 3 ottobre, domani  l’anteprima a Santa Maria del Popolo

di Chiara Campanella

ROMA – Un “miracolo culturale”. Così è stato è stato definito il Festival Internazionale di Storytelling di Roma, giunto alla sua seconda edizione ed unico nel suo genere in Italia. Per quest’anno, come per lo scorso, la location è la capitale e, più precisamente, il Parco dell’Appia Antica. La rassegna, ideata e curata dalla compagnia di narrazione Raccontamiunastoria, con la direzione artistica di Paola Balbi e Davide Bardi, è dedicata all’arte dello Storytelling (narrazione orale improvvisata), la tecnica teatrale di origine anglosassone che consiste nel racconto di una storia che, pur seguendo un canovaccio, si basa sull’improvvisazione. Il Festival propone tre giornate in compagnia di storytellers internazionali e italiani (dal 1 al 3 ottobre 2010) che racconteranno storie intorno al tema “nascita e rinascita”, per celebrare insieme al pubblico la nascita del movimento dello Storytelling ( finalmente anche in Italia ) e la rinascita della tradizione orale nel nostro paese.

Sarà una grande festa, un’occasione di incontro multiculturale tra nove Paesi (Canada, Inghilterra, Galles, Francia, Portogallo, Messico, Norvegia, Stati Uniti e, naturalmente, Italia) rappresentati da 15 storytellers (italiani, italiani residenti all’estero, italiani di seconda generazione e stranieri). Le performances saranno in lingua italiana ed inglese (per tradizione tutti i Festival Internazionali di Storytelling adottano la lingua locale del Paese ospitante e l’inglese come lingua “ufficiale”). Il Festival si articola in un programma con svariatissimi appuntamenti che alternano laboratori di storytelling, spettacoli serali in italiano e in inglese, rappresentazioni per bambini, incontri interattivi di storytelling (Salotto Raccontamiunastoria – Story swap), eventi di arti miste (storie&fumetti, storie&arti visive, storie&musica) e danze. Per il programma dettagliato è possibile visitare il sito www.raccontamiunastoria.com/festival-storytelling-internazionale.

La manifestazione culturale vuole essere il primo baluardo di diffusione di questo movimento artistico in Italia. Infatti, il movimento della Storytelling Renaissance nasce in America come avanguardia teatrale negli anni ’70 e si propone – attraverso interviste, registrazioni ed eventi specifici – di recuperare e “catalogare” i contenuti delle storie tramandate oralmente per trasmettere alle generazioni future l’arte del racconto. Dall’ America il movimento arriva in Inghilterra, per poi diffondersi nei Paesi dell‘Europa del Nord e in Francia. Solo alla fine degli anni ‘90 giunge in Spagna, in Grecia ed, infine, anche in Italia, grazie al contributo e all’esperienza di singoli narratori in contatto con le realtà  internazionali dello Storytelling. Esistono Festival Internazionali – che arrivano ad ospitare centinaia di narratori da tutto il mondo e un pubblico eterogeneo di migliaia di persone – come quelli di Johnsborough in America, di Toronto in Canada e “Beyond the Borders” in Galles. È ormai necessario allineare l’Italia nello sviluppo dello Storytelling Renaissance agli standard internazionali ed evitarne l’esclusione.

Performance

L’evento è stato nuovamente organizzato nella più totale essenza di fondi, se non per l’impagabile sostegno del Parco Nazionale dell’Appia Antica che ha “adottato” il progetto e della Basilica di Santa Maria del Popolo che lo ha “benedetto”. Proprio così, perché domani sera, alle ore 21.00, in questa chiesa ci sarà l’anteprima del Festival con la “Trilogia andalusa – storie ebraiche, cristiane e musulmane” con Pam Faro (U.S.A.) e alle ore 22.00 con “Soltanto io ti amo – Pietro e Maddalena” di e con Paola Balbi e Davide Bardi, direttori artistici del Festival Internazionale di Storytelling e della Compagnia di Storytelling Raccontamiunastoria.

È un Festival davvero particolare. Per questo vale la pena andare a vedere questo “miracolo”, perdersi nel piacere di ascoltare storie, imparare a raccontarle e, alla fine, condividerle con quelle di tutte le culture del mondo… Non perdiamo quest’occasione!

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