Festival di Venezia, sezioni collaterali sugli scudi

 

"The Moth Diaries"

In barba alle promesse di chiusura di carriera, Ermanno Olmi torna al Lido (fuori concorso) con un nuovo lavoro, il primo film di finzione dopo Centochiodi. S’intitola Il villaggio di cartone e può fregiarsi di due interpreti monumentali come Michael Lonsdale e Rutger Hauer. Una liturgia in immagini con cui l’autore bergamasco aggiunge un ulteriore tassello al ramo religioso della propria filmografia. Agli applausi ricevuti all’anteprima  si sono aggiunte le lodi dei numerosi ospiti illustri presenti alla Mostra in questi giorni, tra cui Claudio Magris.

Nella lotta al Leone d’oro sono invece scesi in campo il nipponico Sion Sono e l’emergente britannica Andrea Arnold. Due cineasti accomunati dall’anno di nascita (1961) ma separati da oceani, continenti e soprattutto dalla propria idea di cinema. Sono ha presentato Himizu, trasposizione da manga rielaborata in fase di riprese per fare spazio allo tsunami che devastò il Sol levante la scorsa primavera; la Arnold ha invece proposto una nuova versione di Cime tempestose, l’eterno romanzo di Emily Brontë già portato sullo schermo da William Wyler, Luis Buñuel e innumerevoli altri maestri.

Terzo concorrente del giorno è stato il film sorpresa annunciato a margine dell’anteprima. Trattasi di People Mountain People Sea del cinese Cai ShangJun, nome che i circuiti festivalieri hanno già potuto apprezzare negli anni passati.

Per Controcampo italiano è andata in scena la commedia Qualche nuvola di Saverio di Biagio, all’esordio nel lungometraggio dopo una lunga esperienza da aiuto regista. Nel cast Primo Reggiani e Giorgio Colangeli, particine per Michele Riondino ed Elio Germano. Temi più scottanti alla Settimana della Critica, dove è stato presentato Là-bas, sulla strage di Castelvolturno.

Giornata latina alla sezione Orizzonti, capace di alternare diversi medio e lungometraggi spagnoli, argentini, brasiliani e portoghesi (spiccano Girimunho e Cisne) per poi affidare onere e onore dell’ultima proiezione a The Sword Identity, cappa e spada in costumi cinesi. Fuori concorso anche l’horror The Moth Diaries di Mary Harron (American Psycho).

Mathias Falcone

 

 

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